ICELAND | AKUREYRI + GODAFOSS

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GIORNO #7

Il sole filtra dalla nostra finestra di Vallakot Guest-House. Ad attenderci una ricca colazione continentale accompagnata da deliziosissimi Waffle appena sfornati. Prendiamo latte, caffè e succo di arancia. Mangiamo più del dovuto ma non potevamo davvero perdere l’occasione.
Oggi arriveremo finalmente in una città abitata o almeno più abitata, Akureyri. Giovanni sogna fin da piccolo di visitarla e nei suoi giochi di bambino fingeva addirittura di provenire da questo paesino affacciato su un fiordo. Viaggiamo un paio d’ore e lungo tutto il percorso, anche oggi, vediamo una miriade di Cavalli.  Il tipico puledro Islandese – di origine Norvegese (è un po’ più grassoccio dei nostri e ha un ciuffo sbarazzino), passano gran parte del tempo mangiando e osservando le poche macchine che sfrecciano lungo l’unica strada battuta. I grandi recinti sono così estesi che alle volte i cavalli sembrano totalmente liberi e infondo è come se lo fossero. La cosa più divertente è che spesso se li si osserva da vicino rimangono immobili come pietrificati.
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Prima di arrivare a destinazione ci fermeremo in due mete obbligatorie per chi arriva fino a Nord. La prima tappa è quella delle tipiche casette d’erba di Grenjadastadur. Approdando in questo luogo si fa un vero salto nel passato, dato che si tratta di un vecchio insediamento locale con casette dal tetto erboso. Davanti a queste case trasformate in piccoli musei – che ritraggono la vita di un tempo – sorge una chiesa bianca con il tetto grigio. Al suo interno tutto dev’essere rimasto intatto com’era durante l’ultima funzione, non troppi anni fa.  La seconda tappa è la cascata Godafoss, Cascata degli Dei. Il nome nasce da una delle numerose leggende che la riguardano. Secondo il folklore locale le tre cascate dalla quale è composta – e che compiono un salto di 12 metri – ricordano molto tre divinità leggendarie: Odino, Thor e Freyr. Ci spingiamo fino alla roccia più esposta per osservare l’acqua turchese che scorre sotto di noi. Ancora una volta il paesaggio norreno appare indiscutibilmente perfetto.
Percorsi circa 50 km, vediamo in lontananza un piccolo agglomerato di case che si affaccia sull’Eyjafjordur. Davanti a noi finalmente Akureyri. Dopo tanti giorni, l’idea di vedere un paese abitato da esseri umani oltre che da una rigogliosa natura sembra essenziale per riequilibrare la mente. Akureyri è considerata la “Perla del nord”, piccola e indaffarata rappresenta la quarta città più grande d’Islanda con circa 18.000 abitanti e un’università. Girarla in lungo e in largo è facile e basta poco.
Il centro città è una via sulla quale si susseguono vecchie case dai colori sgargianti interrotte da piccoli negozi di souvenir dall’aria attempata. A pochi passi dal centro sorge la bellissima Akureyri Kjirka, minimale e moderna svetta in due navate laterali che ricordano le cascate di basalto. La lunga scalinata che ci consente di raggiungere i piedi della chiesa offre anche un’interessante vista sulla baia. Sul porto navi e barchette attendono, dondolando lentamente a tempo col vento. Curiosi di vedere di più ci spingiamo nel quartiere residenziale per scoprire la quotidianità. Nessuno sembra entusiasta di vederci girellare per la strada. Si limitano a convivere con il turista che porta soldi (più o meno). Sono molte le case che ci rapiscono per i colori sgargianti o per quell’incredibile aspetto rassomigliante all’America rurale.  E mentre la vita trascorre tranquilla in una bellissima giornata di sole, noi (come molti altri turisti) – non trovando alternative economiche ad una pizza quattro formaggi da 26€, mangiamo i nostri toast in riva al fiordo. Poco dopo però ci concediamo un caffè americano da Te&Kaffi, l’equivalente Islandese di Starbucks, e ce lo godiamo sulla strada principale mentre il via vai del sabato pomeriggio rende l’atmosfera un po’ frizzante.
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Più tardi ci dirigiamo al Botanique Garden per continuare a beneficiare del fresco calore della giornata soleggiata. In questo elegante giardino, situato nella zona residenziale dei ricchi, sono raccolte tantissime specie di fiori e piante. La gente passeggia, si rilassa sull’erba e fa merenda nella caffetteria. Ci sediamo e ci godiamo tutto il relax di questa fresca estate Islandese.
Il sole inizia la sua consueta discesa serale, l’aria si raffresca e la vita della città inizia a rallentare progressivamente. Noi saliamo in macchina per raggiungere il nostro appartamento prenotato su AirBnB, un super appartamento moderno sulle montagne con una vista mozzafiato su Akureyri. E così appena arrivati ne rimaniamo rapiti. E’ davvero bello come nelle foto, e la vista vale la pena di essere osservata. Disfatti i bagagli decidiamo di sederci a guardare la città e l’imbrunire. L’Ipad suona musica Jazz, le luci si accendono progressivamente nelle casette di là dal fiordo e la flebile luna fa capolino nel cielo mai abbastanza scuro.

GIORNO #8

Il giorno seguente non c’è motivo di correre e di fare in fretta. Akureyri è minuscola e nonostante sia il week-end la vita scorre piuttosto tranquillamente.
Prepariamo la colazione in appartamento e ci godiamo la vista.
Il sole caldo in cielo, ci da il giusto sprint per partire per una breve visita a Gasir, un piccolo centro disabitato a pochi km dal centro, in cui nei secoli scorsi approdarono i viaggiatori per fare lo scambio di merci. Arrivati constatiamo che ci sono le pecore libere, una natura incontaminata e semplici legni utilizzati nella periodica festa locale che fa rivivere il mito del mercato di un tempo.
Tornati in città visitiamo il piccolo Akureyri Art Museum dove sono in mostra opere di artisti locali. Arrivati nella via principale  dato che è domenica, cogliamo l’occasione del brunch per un pranzo a buon prezzo da Backpackers. Akureyri è incredibilmente piccola e offre sicuramente una buona occasione per rilassarsi dopo i lunghi giorni passati a scalare montagne, a percorrere distanze lunghissime e far la vita da esploratori ma un intero giorno può bastare per gustare la cittadina in tutta la sua peculiarità.
Sulla strada passano poche auto, il sole batte insistente sulle vie quasi deserte e i semafori, con il segnale rosso a forma di cuore, sono la cosa più divertente.
Prima che la temperatura diminuisca torniamo al giardino botanico per rilassarci sul prato e organizzare gli ultimi giorni del nostro viaggio che terminerà a Reykjavik.

ENGLISH VERSION

DAY #7

The sun filters from our Vallakot Guest-House‘s window. We wake up with a rich continental breakfast accompanied by delicious freshly baked Waffles. We take milk, coffee and orange juice. We eat more than we could but we could not really miss the opportunity.

Today we will finally arrive in an inhabited or at least more-inhabited city, Akureyri. Since he was little, Giovanni dreamed to come visit it and in his childish play he even pretended to come from this village overlooking a fjord. We travel a couple of hours and along the way, even today, we see a myriad of horses. The typical Icelandic foal of Norwegian origin (it is a bit weaker than ours and has a clumsy tuft), spend most of the time eating and watching the few cars sprawling along the road. The large enclosures are so extensive that at times the horses seem totally free. The most fun thing is that often if you look at them closely, they remain motionless as petrified.

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Before arriving at destination we will stop in two mandatory destinations for those arriving to the North. The first stage is that of the typical Grenjadastadur grass houses. Coming to this place makes a real leap in the past, as it is an old local settlement with grassy roofed houses. In front of these houses transformed into small museums – portraying their old life – there is a white church with a gray roof. Everything has remained intact as it was during the last function, not too many years ago. The second stop is the Godafoss Waterfall, Waterfall of the Gods. The name comes from one of the many legends that concern it. According to the local folklore, the three 12 mt falling-falls  – from which it is composed  – recall three legendary deities: Odin, Thor and Freyr. We move to the most exposed rock to observe turquoise water flowing below us. Once again the Norwegian landscape seems unmistakably perfect.

50 km far, we can see in the distance a small agglomeration of houses overlooking the Eyjafjordur. Akureyri is finally close. After so many days, the idea of ​​seeing a country inhabited by human beings as well as of a luxuriant nature seems essential to re-balance the mind. Akureyri is considered the “North Pearl“, small and busy, representing the fourth largest island in Iceland with approximately 18,000 inhabitants and a university. Walking through all its way long and wide is easy and takes few hours.

The city center is a street that follows old-fashioned houses with stunning colors interrupted by small souvenir shops from the outdated look. A short walk from the center lies the beautiful Akureyri Kjirka, minimalist and modern with two side aisles recalling basalt waterfalls. The long staircase allows us to reach the feet of the church and also offers an interesting view of the bay. On the port, boats await, swinging slowly in time with the wind. We curiously enter the residential neighborhood to find out about everyday life. Nobody seems enthusiastic to see us rolling in the street. They are limited to living with tourists bringing money (more or less). There are many homes that charm us with their glowing colors or for that incredible resemblance to rural America. And as life spends quiet on a beautiful sunny day, we (like many other tourists) – without finding cheap alternatives to a four cheese pizza at 26€, we eat our toast by the fjord. Shortly after, however, we enjoy American coffee from Te&Kaffi, the Icelandic equivalent of Starbucks, seating on the main street as people come and go making the afternoon atmosphere a bit sparkling.

Later we head to the Botanique Garden to keep enjoying the cool sunny day heat. In this elegant garden, located in the residential area of ​​the rich, there are many species of flowers and plants collected. People walk, relax on the grass and have a snack at the cafeteria. We sit and enjoy all the relaxation of this fresh Icelandic summer.

The sun begins its usual evening downhill, the air cools down and the city’s life begins to slow down gradually. We travel by car to our apartment booked on AirBnB, a super modern mountain apartment with breathtaking views of Akureyri. And so as soon as we get there we’re amazed by it. It’s really nice as shown in pictures, and the view is worth watching. Disposed baggage we decide to sit and watch the city and dine. The Ipad plays jazz music, the lights gradually light up in the lodges beyond the fjord, and the faint moon peeps into the sky never dark enough.

DAY #8

The next day there is no reason to rush it. Akureyri is tiny and despite being on the weekend, life runs really smoothly. We have breakfast in the apartment and enjoy the view. Again.

The warm sun in the sky gives us the right sprint to leave for a brief visit to Gasir, a small uninhabited village just a few kilometers from the center, where travelers have reached back in the centuries to exchange goods. Once we arrive we find that there are free sheeps, uncontaminated nature and simple woods used in the regular local festival that revives the market’s myth of the past.

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Back in the city we visit the small Akureyri Art Museum where works of local artists are shown. Arrived in the main street as it is Sunday, we take the chance to have a brunch for a cheap price at Backpackers. Akureyri is incredibly small and certainly offers a good opportunity to relax after long days climbing mountains, long walking distance and exploring around but a whole day can be enough to enjoy the town in all its peculiarity.

There are a few cars on the road, the sun beats insistent on the almost deserted streets and the traffic lights with the red heart signal are the funniest thing.

Before the temperature drops we go back to the botanical garden to relax on the lawn and organize the last days of our journey that will end in Reykjavik.

To Be Continued…

LAST STOP > REYKJAVIK


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