ICELAND | VIK + ICE LAGOON + HOFN

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GIORNO #3

VIK  Il cielo grigio non è mai un limite per apprezzare la bellezza dell’Islanda perché esso rende tutto tipicamente malinconico. Saltati in macchina, ci fermiamo sul promontorio di Dyrhólaey per vedere il faro più grande del paese, intorno ad esso le rocce si affacciano sulla spiaggia mentre l’acqua la bagna. Abbiamo la fortuna di vedere alcuni gruppi di Pulcinelle di Mare appollaiate tra il verde delle rocce. Sono più piccoli di quanto immaginassimo ma sono splendidi.
In lontananza vediamo Vik, la sua celebre spiaggia e i suoi mastodontici faraglioni. Il piccolo villaggio di Vìk è animato da un benzinaio, un ristorante, un minuscolo agglomerato di case e una chiesa bianca dal tetto rosso che troneggia sulla cittadina. Ma il vero spettacolo, come sempre, è la natura. E Vìk vale bene uno stop per apprezzarne le molteplici peculiarità. La lunghissima spiaggia nera contrasta con forza l’oceano di un bianco lattescente. Passeggiamo sulla sabbia e ci addentriamo negli spazi formatisi intorno alle rocce laviche mentre osserviamo un nutrito gruppo di Sterne artiche cercare cibo tra i granelli di sabbia. Loro, simili a Rondini, ci mettono subito al corrente di non apprezzare la nostra presenza e quella di pochissimi altri turisti così, disturbati dal loro schiamazzare insistente, decidiamo di lasciarle cacciare liberamente e di fare ritorno all’auto.
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Poco più distante sorge un’altra splendida spiaggia, la celebre Reynisfjaracaratterizzata da ciottoli grigio scuro e da caverne di basalto belle come un prestigioso tessuto dalla fantasia geometrica e simili a Canne d’Organo. Finalmente davanti a noi gli splendidi faraglioni leggendari che secondo il folklore locale sono “Troll” rimasti vittime del sole. Intanto il cielo si scurisce e una leggera nebbiolina inizia a salire dall’acqua. Il panorama diventa sempre più mistico. I colori delineano un naturale paesaggio di un sorprendente bianco e nero. Avvolti nei nostri giubbotti Quechua osserviamo lo spettacolo davanti a noi.
Tornati all’Ostello, la cucina è presidiata da turisti dal tutto il mondo, noi cuciniamo pasta, una coppia di Indiani gusta profumati manicaretti al curry, gli Austriaci scaldano dello Speck mentre gli Americani cucinano del pollo. Anche questo fa parte dell’avventura.

GIORNO #4

SKAFTAFELL Subito dopo la doccia e la colazione partiamo diretti verso il Parco Nazionale di Skaftafell, meta di turisti e secondo parco d’Islanda per grandezza. Il cielo limpido, senza nuvole ed un sole caldo ci accompagneranno tutto il giorno, quindi sarà facile passeggiare lungo il percorso sabbioso che ci guida fino ai piedi del piccolo ghiacciaio di Skaftafelljokull. Il vento che stemperava il calore del sole di mezzogiorno, all’improvviso si intensifica divenendo pungente, quindi l’idea di mangiare i nostri panini al sacco seduti in riva al lago – formatosi dallo scioglimento dei ghiacciaio – non sembra più così geniale.  Ma ormai siamo diventati dei veri hikers e non ci ferma più nessuno. Raggiunta l’area-campeggio intraprendiamo una camminata di 45 minuti in salita per approdare alla piccola ed elegante cascata di Svartifoss.  Questa cascata nascosta nel cuore della montagna, in una rigogliosa vegetazione, è famosa per le colonne di basalto color pece che la circondano. Ci riposiamo seduti sulle rocce, ascoltiamo gli uccelli cantare e osserviamo l’arcobaleno che si forma sopra al ruscello. Benché sia sconsigliato, non resistiamo e affondiamo le mani nell’acqua gelida.

 

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La nostra avventura di oggi è solo a metà e così scendiamo a valle per riempire le nostre bottigliette di acqua fresca locale e gratuita.  Poi ripartiamo per il secondo ghiacciaio di oggi. Il Glacier Vatnajokull è più ampio e spettacolare del procedente, la lingua ghiacciata della montagna scende fino a valle per diventare un lago dove galleggiano piccoli iceberg. La sua superficie striata come la pelle di una zebra è modellata dal vento e scintilla al sole nel suo bianco splendore. Siamo solo noi e un’altra coppia in compagnia del Vatnajokull. Ci arrampichiamo con cautela nella roccia più alta dove ci godiamo la vista del panorama. Seduti in fronte ad un ghiacciaio dell’isola più a Nord d’Europa, con la temperatura perfetta, la vacanza più temeraria della mia vita si conferma un sogno ad occhi aperti.
Il tardo pomeriggio bussa sulla nostra tabella di marcia e proprio quando pensavamo di aver visto il meglio dello spettacolo naturalistico locale, arriva il tanto atteso momento di fermarci per il tramonto alla Laguna di Ghiaccio. Guide e viaggiatori solitari consigliano vivamente di osservare il Jokulsarlon sul far della sera quando l’atmosfera si trasforma diventando incantata. Dietro ad alte dune di sabbia e roccia si dischiude il panorama più bello che abbiamo mai visto. Grandi Iceberg galleggiano sciogliendosi nell’ampia laguna dalle mille sfumature del blu, i gabbiani volteggiano contro il sole e alcune foche fanno capolino dall’acqua per osservare i turisti ammaliati dallo spettacolo.
In un’elegante calma di fine giornata, gli Iceberg più grandi si sciolgono cadendo in acqua e scoppiettano come legna sul fuoco generando lievi smottamenti nella laguna, i più piccoli invece vanno lentamente a largo verso l’Oceano Atlantico. Vorremmo restare qui per guardare questo paesaggio mentre si fa sera ma c’è un altro tramonto che ci aspetta.
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La piccola cittadina portuale di Hofn, che si affaccia lungo l’Hrivngvegur e conta poco più di 2000 abitanti, sarà la nostra ultima tappa della giornata. Dormiremo qui, in una Guest-house non lontana dalle caratteristiche casette a colori che guardano oltre il porto e osservano le montagne. Il tramonto sta già sfumando nei toni dell’arancio e del viola. Noi rapiti passeggiamo come se fossimo stati improvvisamente catapultati nella versione Islandese di Dawson’s Creek. Il silenzio regna sovrano e persino un tipico gatto dal pelo rosso e lungo riesce a riposarsi “scomodamente” appollaiato su una roccia.
Le case apparentemente deserte hanno staccionate colorate e giardini folcloristici con piccole riproduzioni delle tipiche casette d’erba, di troll e altri elementi dal richiamo nautico. Se pur piccola Hofn è deliziosa e vale bene un suggestivo momento di relax ad osservare l’oceano.

ENGLISH VERSION

DAY#3

VIK The gray sky is never a limit to fully appreciate the beauty of Iceland because it makes everything typically melancholy. We jump in the car, we stop on Dyrhólaey headland to see the country’s largest lighthouse, around it the rocks overlook the beach as the water bathes it. We are fortunate to see some groups of Puffins perched between the rocks. They are smaller than we imagined but are wonderful.

In the distance we see Vik, its famous beach and its mastodontic faraglions. The small village of Vìk is animated by a gas station, a restaurant, a tiny agglomeration of houses and a red roofed white church overlooking the town. But the real show, as always, is nature. And Vìk is worth a stop to appreciate the many peculiarities. The long black beach creates strong contrast with the off-white Ocean. We walk on the sand and enter the spaces formed around the lava rocks. We look at a nutritious group of Arctic Sterna looking for food among the sand grains. They immediately starts screaming out loud to our presence, so disturbed by their insistence, we decide to let them hunt freely and to return to the car.

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A little further away there is another beautiful beach, the famous Reynisfjara, characterized by dark gray pebbles and beautiful basalt caverns as a prestigious fabric of geometric fantasy and similar to pipe organ. Finally, in front of us, the beautiful legendary sea-stacks that, according to local folklore, are petrified “Trolls” victims of the sun. Meanwhile the sky darkens and a slight mist begins to rise from the water. The landscape becomes more and more mystical. The colors outline a natural landscape of a surprising black and white. Wrapped in our Quechua vests we watch the show in front of us.

Returning to the Hostel, the kitchen is attended by tourists from all over the world, we cook pasta, a couple of indians enjoy curry-flavored rice, Austrians warm-up speck, while Americans cook chicken. This is also part of the adventure.

DAY#4

SKAFTAFELL Immediately after the shower and breakfast we head towards the Skaftafell National Park, a destination for tourists and the second biggest park of the island. The clear, cloudless sky and the hot sun will accompany us all day so it will be easy to stroll along the sandy path that drives us to the foot of the small Skaftafelljokull glacier. The wind that melted the noon sun heat, suddenly became intensified, so the idea of ​​eating our sandwiches sitting on the shore of the lake – formed by the glacier melting – does not seem so genial. But now we have become true hikers and nobody stops us anymore. When you reach the camping area, take a 45-minute walk uphill to the small and elegant Svartifoss waterfall. This waterfall hidden in the heart of the mountain, in a lush vegetation, is famous for the pitch colored basalt columns surrounding it. We sit down on the rocks, listen to the birds singing and observe the rainbow that forms over the stream. Though not recommended, we do not resist and put our hands into the cold water.

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Our adventure today is only halfway and so we go downhill to fill our bottles of local fresh water. Then we go for the second glacier today. The Glacier Vatnajokull is wider and spectacular than the rocks, the ice-tongue of the mountain descends to the valley to become a lake where small icebergs float. Its surface is striped like a zebra, it is shaped by the wind and sparks in the sun in its white splendor. We are just us and another couple in the company of Vatnajokull. We cautiously climb into the highest rock where we enjoy the view of the landscape. Sitting in front of a glacier in the northern Europe’s island with the perfect temperature, knowing that the most daring vacation of my life is a dream come true.

The late afternoon knocks on our marching table and just when we thought we had seen the best of the local naturalistic spectacle, comes the time to stop for sunset at the much-anticipated Ice Lagoon. Guides and lonely travelers strongly recommend watching the Jokulsarlon on the evening when the atmosphere becomes enchanted. Behind the high sand and rock dunes spread out the most beautiful landscape we have ever seen. Big Icebergs float melting in the vast lagoon with the thousands of shades of blue, the seagulls swirling against the sun and some seals peek out of the water to observe us,  the enthusiastic tourists.

In an elegant calm of daylight the largest icebergs melt down into the water and crack like firewood, creating slight landslides in the lagoon, while the smaller ones go slowly down to the Atlantic Ocean. We would like to stay here to watch this landscape while it gets darker but there is another sunset waiting for us.

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The small port town of Hofn, which overlooks the Hrivngvegur and has little more than 2000 inhabitants, will be our last stop of the day. We will sleep here in a guest house not far from the characteristic colored houses that look over the harbor and look out over the mountains. The sunset is already fading in orange and violet tones. It feels like we are visiting the Icelandic version of Dawson’s Creek. Silence reigns, and even a typical red cat is able to rest “uncomfortably” perched on a rock.

The seemingly deserted houses have colorful fences and folkloristic gardens with small reproductions of typical grass houses, trolls and other nautical features. Although little Hofn is delightful and well worth a relaxing moment to observe the ocean.

To be continued…

NEXT STOP > EGGILSTADIR + DETTIFOSS + MYVATN


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