CANADA | MONTREAL

E’ la fine d’Agosto e stiamo per partire. Sorvoliamo ancora una volta l’Oceano ma non per fare tappa negli States, bensì in Canada. Giovanni presenterà un draft del suo progetto di ricerca all’Università di Montreal e io – ovviamente – mi accodo per un vero Break di scoperta e relax.  Per una settimana saremo dei perfetti Montréalais!

MONTREAL 

 
Arrivati in città dopo aver superato un 4° grado alla frontiera, ci rifugiamo nel mini-appartamento affittato su AirBnb a due passi da Petite Italie e da Mile-End. Complici l’arredamento che ci fa sentire subito a casa e la stanchezza del viaggio, ci accovacciamo a letto per piombare in un sonno lungo un giorno. La mattina seguente la sveglia suona all’alba, il Jet-lag fa il suo corso e mentre Giovanni corregge rilegge e ripassa il suo Draft, io trovo finalmente il tempo per pianificare i primi giretti. 
  
Passeggiando verso Petite Italie, ricca di Bar e Restò vecchio stile all’Italiana, ci fermiamo a far colazione nel quartiere. Benché ci troviamo in zona italiota ci sembra doveroso iniziare lo stesso con Tall Cappuccino e Muffin. Le temperature sbalzano da un momento all’altro, il sole fa capolino tra le fitte nuvole e il vento gioca con lui ad acchiappino. Il risultato è una costante sensazione febbrile.  Ci imbattiamo nella Chiesa of the Madonna della Difesa dove si tengono messe in Italiano e nella quale è custodito un affresco del Duce immortalato dai compatrioti prima dei misfatti compiuti durante la Seconda Guerra Mondiale. 
 
Non lontano da qui sorge il delizioso Marchè Jean Talon, un mercato ortofrutticolo dove i locali fanno la spesa e si riuniscono per colazione, lunch o in cerca di relax.  La frutta e la verdura sono dispose accuratamente in secchielli colorati, così da uno stand all’altro si formano arcobaleni vegetariani. Sugli scaffali non manca il celebre sciroppo d’acero in tutte le sue gradazioni di gusto. Gli odori si fondono in un mix di culture europee e nord-americane. Perdersi tra le strade ricche di case in legno e chiesette apparentemente antiche, è facile. Ad ogni angolo sorge un cafè e la gente sembra sospesa in un set cinematografico. 
Anche a Montreal esiste un polmone verde e si chiama Parc du Mont Royal, gli abeti sono giganti e percorrendo il sentiero si possono raggiungere ben due Belvedere dai quali osservare la città dall’alto. Non lontano dal parco sorge l’Oratoire Saint Joseph, costruito tra il 1904 e il 1967 si alza dal livello della strada di ben 150 metri. La sua cupola verde-acqua si staglia nel cielo azzurro e mentre noi affrontiamo i suoi 300 scalini, la luce del tramonto attraversa le vetrate colorate. Infine troviamo relax sulle scalinate per osservare la vegetazione che si insinua tra i palazzi del centro città. Benché siamo arrivati da poche ore tutto sembra nuovo ma allo stesso tempo familiare. Una tipica grande metropoli Americana con un intenso tocco francese, senza però il fascino neo-moderno dell’una né l’estrema eleganza dell’altra.  

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Apt

Il cuore della città palpita nella Vieux Montréal e nel Vieux Port. A due passi dalla folkloristica Chinatown – dove si affollano turisti e noodle-bar – sorge Place D’Armes sulla quale si affaccia la bellissima Basilica di Notre Dame, elegante nelle sue forme gotiche e ricca di richiami medievali al suo interno. Il luminoso altare datato 1880 intagliato nel legno da artisti locali e la campana de le Grosse Bourdon, i cui rintocchi sono udibili fino a 30 km, sono i suoi fiori all’occhiello.
 
In pochi passi ci imbattiamo nel Hotél de Ville e nel Musée Chateau Ramezay, magione occupata dal governatore De Ramezay e i suoi 16 figli durante il suo mandato tra il 1659 e il 1724.  La strada di mattoni ci guida verso il secolare Marché Bonsecours edificio neoclassico in pietra che nei secoli è stato una City Hall, un teatro e oggi è uno Shopping Center.  La sua peculiare bellezza sta in un’ insolita e luminescente cupola argentea. Davanti a noi il porto. Un grande orologio bianco segna i rintocchi mentre i gabbiani sorvolano il fiume Saint Laurent in cerca di cibo. Il sole, la quiete e poco più in là una piazzetta con bancarelle e bistrot che seguono il dipanarsi delle stradine centrali. Tra musicisti di strada ed edifici storici è difficile non rimanere ammaliati da questa incursione francese in terra Nord-americana.
La pioggia ci coglie impreparati mentre visitiamo il Village, un coloratissimo quartiere dove sorgono bar, discoteche e negozi a tema gay. Ci rifugiamo nella metro per tornare al Mercato di Jean Talon e gustarci un delizioso bagel da O’Bagel. La sera ci addentriamo a Mile-end, un quartierino rilassato ed elegante ricco di boutique e ristoranti, in compagnia di amiche Canadesi. 
 
Il giorno seguente a bordo del bus torniamo a Mile-end per godercela con il sole. Oltre ai numerosi cafè e negozietti è tappa obbligatoria  – quando si è in zona – la celebre Boulangerie Fairmount Bagel, che dal 1919 sforna quintali di bagel dolci e salati ogni giorno. Ne insacchettiamo un bel po’ e procediamo in direzione di Outremont, il quartiere residenziale. Giardinetti e case con lauto parcheggiata nel vialetto si susseguono lungo strade eleganti e silenziose. La meta successiva è Rue St. Denis zona commerciale dove sorgono le catene d’abbigliamento, librerie e negozi di ogni genere. Prima di un giro tra Urban Oufitters e American Apparel ci gustiamo però un delizioso pranzetto bio con un tocco rétro da Soup&Soup
 
Quando Giovanni partecipa alle presentazioni dei colleghi e presenta il suo Draft, io mi rifugio nel parco o nel primo Starbucks che mi trovo davanti per leggere e godermi la vita come fanno i Montrealesi.
 
Benchè il Parco Olimpico di Montreal non sia l’orgoglio degli abitanti, rappresenta una meta turistica interessante. Infatti non lontano è situato il Giardino Botanico che ospita numerose tipologie di piante e fiori. I Giardini Cinesi, il Sukiya Japanese Tea Pavillion e l’Insettarium valgono la pena di esser visti nonostante l’elevato costo del biglietto d’ingresso. In un battibaleno sembra di fare una vera incursione Asiatica. All’interno è persino presente uno pseudo-percorso per rivivere la vita ai tempi dei Nativi.
 
Il sabato pomeriggio è culturale. Visitiamo il Musée d’Art Contemporaine che ospita le visionarie opere di David Altmejd che investiga l’uomo attraverso la biologia e l’universo sci-fy. Un gioco di  scomposizione, decomposizione e ricomposizione visiva e altamente suggestiva.  Nel frattempo riesco a farmi regalare un paio di Nike da Priscy per essergli stato di inestimabile supporto in questi giorni di lavoro, studio e ansietà. A downtown ci sono numerose gallerie d’arte e così sbirciamo in alcune di esse, poi facciamo un break caffè e brownies da TOMMY Café + Apéro
 
L’ultimo giorno in città decidiamo di passarlo in totale relax e di goderci quello che rimane con calma. Passeggiare, pasteggiare ed oziare! Un salto al Gay Village per vedere “l’arcobaleno” risplendere con il sole, tra un mercatino dell’usato e le atmosfere davvero 90’s del quartiere, un pranzo al sacco distesi sul prato con gli altri mangiando i gustosi panini del ristorante Marché de La Villette e gli ultimi acquisti in cerca di pensierini e numerose bottiglie di Sciroppo d’Acero per tutti. La sera torniamo a Outremont per festeggiare il compleanno di Silvia e mangiare ottima pizza napoletana da No900, in un’atmosfera trendy prima di rincasare e preparare i nostri backpack per la fuga a Quebec City
Prossima Fermata > Québec City

ENGLISH 

Its the end of August and we’re ready to go. We fly over the ocean again but not to make a stop in the States, but in Canada. Giovanni will present a draft of his research project at the University of Montreal and – of course – I am stepping in to a real break of relaxation and discovery. For a week we will be the perfect Montréalais!

MONTREAL

Once in the city, after passing a 4th grade at the border, we take refuge in t he small flat rented on AirBnb very close to Petite Italie and Mile-End. Accomplices the decor that makes us immediately feel at home and the long travel, we crouched in bed to fall into a daylong nap. The next morning the alarm rings at dawn, the Jet-lag takes its course and while Giovanni corrects reread and review its Draft, I finally find the time to plan the first strolls.

Walking towards Petite Italie, full of old-fashioned Italian-style Bars, we stop to have breakfast in the neighborhood. Although we are in the italian-inspired area it seems right to start with the same Tall Cappuccino and Muffins. Temperatures twist at any moment, the sun peeping through the thick clouds and the wind plays with them. The result is a constant feverish feeling. We run through the Church of the Madonna of Defense where there are masses in Italian language and which houses a fresco of Benito Mussolini immortalized by compatriots before the misdeeds committed during the Second World War.

Not far from here is there delicious Marché Jean Talon, a vegetable market where locals do their shopping and get together for breakfast, lunch or just to relax. The fruits and vegetables are carefully arranged in colorful buckets, so stand to stand form vegetarians rainbows. On the shelves do not miss the famous maple syrup in all its shades of taste. Smells come together in a mix of European and North American cultures. The streets are full of wooden houses and ancient churches. At each corner there is a cafe and people seem suspended in a film set.

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Graffiti

In Montreal there is a green lung and is called Parc du Mont Royal, the fir trees are giants and along the path you can reach two Lookouts from which to view the city from above. Not far from the park stands the Saint Joseph Oratory, built between 1904 and 1967, rising from street level to 150 meters. Its aquamarine dome stands in the blue sky, and as we approach its 300 steps, the sunset brights through the stained glass. Finally we find relaxation on the steps to observe the vegetation that creeps between downtown buildings. Although we are in the city for a few hours everything seems new yet familiar. A typical large American city with an intensive French touch, but without the charm of neo-modern one nor the other extreme elegance.

The heart of the city beats in Vieux Montréal and Vieux Port. A short walk from Chinatown – full of tourists and noodle bar – Place D’Armes is overlooked by the beautiful Basilique of Notre Dame, elegant in its Gothic style and full of medieval references in it. The bright altar dated 1880 carved in wood by local artists and the bell of le Grosse Bourdon, whose chimes can be heard up to 30 km, are the true showpieces.

In a few steps we run into the Hotel de Ville and the Chateau Ramezay Museum, once mansion occupied by Governor de Ramezay and his 16 children during his tenure between 1659 and 1724. The brick road leads us to the greystone neoclassical building Marché Bonsecours that over the centuries has been a city hall, a theater and today is a Shopping Center. Its unique beauty lies in an unusual and luminescent silver dome. Before us the port. A large white clock marks the chimes while the seagulls flying over the Saint Laurent river in search of food. The sun, the quiet and a little farther – on a small square – stands stalls and bistros following the unraveling of the central streets. Among street musicians and historic buildings it is hard not to be charmed by this foray into French North American land.

The rain catches us unprepared as we visit The Village, a colorful district where there are bars, nightclubs and gay themed shops. We take refuge in the subway to return to the Jean Talon Market and taste a delicious bagel from O’Bagel. In the evening we go to Mile-end, a small apartment relaxed and elegant with its many boutiques and restaurants, in company of Canadian friends.

The next day we get on the bus back to Mile-end to enjoy it with the sun. In addition to numerous cafes and shops is obligatory stop – when you are in the area – the famous Fairmount Bagel Boulangerie, that since 1919 produces tons of sweet and savory bagels every day. We fully load and proceed in the direction of Outremont, the residential district. Gardens and houses – with cars parked in the driveway – one after another along the elegant and quite streets. The next destination is Rue St. Denis shopping area where there are stores, bookstores and shops. Before a tour of American Apparel and Urban Oufitters, we enjoy a delicious  bio-lunch with a retro touch at Soup & Soup.

When Giovanni takes part to the panels of colleagues and presents its draft, I take refuge in the park or in the first Starbucks that I encounter to read and enjoy life like the Montrealers.

Though the Olympic Park in Montreal is not the pride of the inhabitants, it is an interesting tourist destination. In fact, not far away there is the Botanical Garden that is home to many types of plants and flowers. The Chinese gardens, the Sukiya Japanese Tea Pavillion and Insettarium are worth being seen despite the high cost of the ticket. In no time it seems to make a real foray into Asia. Inside it is even present a “pseudo-route” to relive the life and times of the Native.

Saturday afternoon is cultural. We visit the Musée d’Art Contemporain hosting visionary works of David Altmejd investigating the man through biology and the sci-fy universe. A highly evocative visual game of breakdown, decomposition and recomposition. Meanwhile  Priscy gifts me with a pair of Nike to be his invaluable support in these days of work, study and anxiety. In downtown there are many art galleries and so peeked in some of them, then we take a break for coffee and brownies TOMMY Cafe + Apéro.

The last day in town we decided to pass it in total relax and enjoy what remains calmly. Stroll, dine and laze! A jump to the Village to see “the rainbow” shine with the sun, including a flea market and a really 90’s atmosphere, a lunch box lying on the grass with other eating tasty sandwiches restaurant Marché de La Villette and the last shopping in search of souvenirs and numerous bottles of maple syrup for everyone. In the evening we return to Outremont to celebrate Silvia’s Birthday and to eat Napolitan pizza at No900 in a trendy atmosphere before returning home and prepare our backpack for the flight to Quebec City.

Next Stop > Quebec City

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