AMERICAN TRIP | LOS ANGELES

Dopo 5 ore di volo atterriamo al Santa Ana Airport. Ritiriamo i nostri bagagli e la nostra auto a noleggio da Alamo, dove ci consegnano le chiavi di un lucente mini-suv Jeep che a noi sembra subito gigante. Un nuovo modo di guidare, sei corsie e circa 50 minuti ci dividono dalla nostra destinazione. Io impugno il navigatore e Giovanni guida nell’affollata coda di aiuto. Il nostro delizioso appartamento è in Sycamore Avenue una delle stradine residenziali di West Hollywood, a circa 15/20 minuti di distanza dalle principali zone della città e dal cuore del quartiere Gay.

LOS ANGELES

Ceniamo nel quartiere. Facciamo la spesa da Rhalp’s a tarda sera e torniamo all’appartamento sopraffatti dal sonno. Durante le prime ore impariamo subito due cose essenziali su Los Angeles, ovvero, primo: che il tempo è ballerino ma il sole ha sempre la meglio, secondo: che i parcheggi sono spaziosi, sono praticamente ovunque e che per pagare basta strisciare la carta di credito.
La mattina ci svegliamo e sembra quasi impossibile essere finalmente nella città degli angeli. Le strade sono enormi ed infinite. Le case dei quartieri residenziali sono come quelle dei film, a schiera con vialetto e giardino. Le palme incorniciano il sole che splende e l’intera città è un agglomerato di edifici dalle disparate forme geometriche.
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Parcheggiamo lungo la Walk of Fame e scattiamo foto in quantità al Chinese Theatre, alle impronte delle star, ai vecchi edifici che contornano l’Hollywood Blvd mentre la magnifica insegna celebrativa grida Hollywood a caratteri cubitali. Più tardi andiamo dritti verso Melrose Avenue dove negozi e locali si affollano sulla celebre strada lunga chilometri. Passeggiamo tra i negozi e mangiamo deliziosi Onigiri da Kawaba Rice Ball nel cuore del Melrose District. Nel pomeriggio è la volta di Beverly Hills. Le palme costeggiano la strada. Ogni dettaglio architettonico del quartiere e il Civic Center sembrano aver su scritto “90210“.  Passeggiamo su Rodeo Drive invidiando chi entra ed esce dalle boutique con le shopping-bag stracolme di acquisti. E se Giovanni sogna di essere Julia Roberts in Pretty Woman, io torno teen-ager con i dubbi esistenziali di Alicia Silverstone in Clueless. Rimaniamo estasiati dal piccolo centro raccolto e da un’atmosfera unica.
Il secondo giorno facciamo un salto dalle sorelle Halliwell per vedere la famigerata casa di “Streghe”. Nonostante i dubbi iniziali, non siamo gli unici nerd in zona a mettersi in posa invocando il potere del trio. Poi imbocchiamo la San Diego Freeway per raggiungere il Getty Center. Sapevamo che sarebbe stato sorprendente ma niente ci aveva preparato alla bellezza architettonica di questo centro artistico adagiato sulle montagne desertiche di Los Angeles. Il connubio tra il minimalismo di Richard Meier e l’atmosfera surreale ci convincono a rimanere per pranzo a gustare insalata, veggie wrap e una vista mozzafiato.

Ci sono così tante cose da vedere che siamo indecisi sulla prossima tappa ma, dato che splende il sole ed è domenica, la spiaggia di Santa Monica sembra l’unica meta possibile. Attraversiamo il molo per avvistare l’ultima stop della “Route 66”. Le grida dei bimbi provengono dalla ruota panoramica e dalla spiaggia dove l’acqua gelida dell’oceano rinfresca la battigia e i loro piccoli piedi. Le stazioni dei guarda-spiaggia sono esattamente come quelle di Baywatch. Irresistibili.  Poi finalmente stendiamo la nostra stuoia sulla sabbia calda e prendiamo il sole di L.A.

Prima di sera camminiamo lungo la Ocean Front Walk per raggiungere Venice Beach e le sue spiagge folk. Tra Fast Food, American Apparel e Graffiti ci imbattiamo nello Skate Park e nella Muscle Beach, tra di esse troneggia una rivisitazione contemporanea della Venere di Botticelli degna di Baz Luhrmann. Le case si affacciano sulla spiaggia e nell’aria c’è un inebriante odore di spinello. Il sole tramonta svogliato mentre una leggera nebbiolina fresca sfoca le palme e il centro della città in lontananza.  Tornati in città per la cena, ci sediamo al tavolo del Robata Jinya e ordiniamo Ramen e Maki vegetariani. Gustiamo ogni singolo sfizioso boccone mentre le auto sfrecciano lungo le strade di West Hollywood.
Dopo la sveglia, la doccia e la colazione partiamo con entusiasmo in direzione dei Warner Studios. Girelliamo per i set mentre stanno girando un nuovo episodio di Pretty Little Liars. Visitiamo una mostra dedicata a Batman, una dedicata a Harry Potter e visitiamo gli esterni dove sono state girate numerose serie come Ghost Whisperer, Big Bang Theory e E.R..Rimangono ancora alcuni set di Gilmore Girls davanti ai quali mi sciolgo dall’entusiasmo. Poi arriva il momento tanto atteso, ovvero la doverosa foto sul divano di Friends.
Più tardi andiamo verso Mulholland Drive per vedere meglio la scritta Hollywood e poi facciamo un salto allo Chateau Marmont. Vorremmo entrare e magari pranzare lì ma, quando entra la seconda Ferrari, capiamo subito che non è un posto adatto a noi o ai nostri portafogli. Facciamo pit-stop al 4616 di Los Feliz per un autoscatto ai celebri appartamenti della serie tv Melrose Place e procediamo verso il Griffith Park. Uno dei parchi più grandi del Nord America che esiste dal 1882 e in esso, oltre alla fulgida vegetazione, si trovano il Greek Theatre e il bellissimo Griffith Park Observatory. Da questo edificio dalle influenze elleniche la vista è unica, davanti a noi le ampie corsie delle freeway di Los Angeles e dietro di noi, lungo la Mount Hollywood Trail, si staglia – ancora una volta – l’enorme scritta Hollywood. Ci riposiamo gustandoci l’aria fresca, il silenzioso movimento delle creste degli alberi mosse dal vento e il sole che ci riscalda il volto.
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Prima di fare un break pomeridiano da Starbucks con Lemon Cake e Coffee Frappuccino, attraversiamo la città per approdare a Downtown non lontano dalla quale si trova la parte più storica della città: El Pueblo. Un antico blocco di edifici, ristoranti e mercatini dall’inconfondibile contaminazione Ispanica datato 1781. Festose bandiere, una piccola piazza con i colori caldi del mediterraneo e la chiesa Nuestra Senora De Los Angeles caratterizzano il quartiere dal quale, in lontananza, si possono osservare i grattacieli del financial district. Prima di tornare al nostro appartamento guardiamo il sole tramontare su Sunset Strip.
La mattina seguente decidiamo di tornare a Santa Monica per vedere meglio il centro città e gustarci i numerosi negozzietti del centro. Ci spingiamo fino a Abbot Kinney Blvd dove tutto è  piccolo e raccolto fatto di case moderne, negozi di arredamento, design e moda. Non lontano si trovano i Grand Canals di Venice, una rivisitazione Americana dei tipici canali di Venezia sui quali si affacciano villette da sogno. Senza sosta partiamo alla volta di Malibù.
Gio guida spavaldo lungo la Pacific Coast Highway mentre da un lato l’oceano costeggia la strada e dall’altro le ville più belle ci osservano dalla cima delle colline desertiche. Davanti a noi uno spettacolo unico che permette di assaporare profondamente la cultura così essential di Los Angeles. Il molo di un bianco accecante contro l’oceano pacifico crea un gioco di geometrie perfette. Pranziamo da Malibu Farm con vista oceano. Ordiniamo Burrata Fruit per due e ci gustiamo il mix di sapori con rucola, pere, melograno e burrata imbevuta di aceto. I gabbiani volano in cielo mentre sulla costa i surfisti imperversano tra le onde. Dopo il pranzo rinfrescante al caldo cocente dell’ora di pranzo ci spingiamo fino alla spiaggia e ci distendiamo per assaporare a pieni polmoni l’aria dell’Oceano.

Vorremmo vedere così tante cose che ci servirebbero un sacco di giorni in più ma il tempo corre e manca solo un giorno e mezzo alla partenza. Il penultimo giorno lo trascorriamo a Disneyland Resort. Come due bambini ci perdiamo in questa atmosfera da fiaba tra giochi infantili e spericolati tra i pericoli di Indiana Jones, le case infestate, lo spazio futuristico e la casa di Biancaneve. Torniamo piccoli per un giorno, realizzando l’ennesimo sogno di questo viaggio.

Preparati i bagagli non ci rimane molto tempo prima della partenza. Salutiamo la nostra casina per questa settimana. Mangiamo un boccone prima di rimetterci in marcia e ordiniamo club-sandwich da LaBrea Bakery. Fuori il cielo diventa grigio e inizia a piovere. Saliti in macchina, la pioggia ci consola rendendo meno amara l’imminente partenza, mentre in lontananza vediamo il LAX. Seduti a bordo della British Airways, sospiriamo entusiasti consapevoli di aver vissuto, ancora una volta, qualcosa di speciale e indimenticabile. Insieme.
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ENGLISH | VERSION

After 5 hours of flight we landed at Santa Ana Airport. We pick up our luggage and our car rented at Alamo, they hand over the keys to a Jeep shiny mini-suv  that to us seems immediately giant. A new way of driving, six lanes and about 50 minutes separate us from our destination. I wield the navigator while Giovanni ride in the crowded queue. Our lovely apartment is in Sycamore Avenue one of the residential streets of West Hollywood, about 15-20 minutes away from the main areas of the city and the heart of the Gay quarter. We have dinner in the neighborhood, we shop from Rhalp’s late at night and go back to the apartment overwhelmed by tiredness. During the first few hours immediately we learn two essential things about Los Angeles; First: time is a dancer but the sun always wins. Second: the parking lots are spacious, they are virtually everywhere and you just swipe your credit card to pay. In the morning we wake up and it seems almost impossible to be finally in the City of Angels. The streets are enormous and endless. The houses of the residential with driveway and garden, are a dream. Palm trees frame the sun shining and the whole city is an agglomeration of buildings from disparate geometric shapes.

We park along the Walk of Fame and take pictures at the Chinese Theatre, at the footprints of the stars, to old buildings that surround the Hollywood Blvd and at the magnificent celebratory Hollywood sign shouting in capital letters. Later we go straight to Melrose Avenue crowded with shops and restaurants. We stroll through the shops and eat delicious Onigiri from Kawaba Rice Ball in the heart of the Melrose District. In the afternoon is the turn of Beverly Hills. Palm trees line the road, every architectural detail of the district and the Civic Center seem to have written allover “90210“. We walk on Rodeo Drive envying who enters and leaves the boutique with overflowing shopping bags; and if Giovanni dreams of being Julia Roberts in Pretty Woman on shopping spree, I go back to teenage-hood with the existential doubts of Alicia Silverstone in Clueless. We remain in awe from the small collected town and it’s unique atmosphere. On day two, we make a leap at Halliwell’s to see the infamous home of “Charmed“. Despite initial doubts, we are not the only nerds in the area to pose invoking the power of three. Then we take the San Diego Freeway to reach the Getty Center. We knew it would be amazing but nothing had prepared us to the architectural beauty of this artistic center lying on the desert mountains of Los Angeles. The combination of minimalism by Richard Meier and the surreal atmosphere convince us to stay for lunch to enjoy salad, veggie wrap and a breathtaking view. There are so many things to see that we are undecided about the next stop, but since the sun is shining and it’s Sunday the beaches of Santa Monica seems the only possible goal. We cross the pier to spot the last leg of the “Route 66“. The laughs of  children come from the Ferris wheel and from the beach, where the cold water cools the ocean shoreline and their little feet. Lifeguard station lots look exactly like those of Baywatch. Irresistible. We spread our mat on the warm sand and enjoy the sun of LA. Moricci-LA-ElPueblo

Before evening we walk along the Ocean Front Walk to reach Venice Beach and its folk beaches. Between Fast Food, American Apparel and Graffiti we run into Skate Park and Muscle Beach, between them stands a contemporary reinterpretation of Botticelli’s Venus worthy of Baz Luhrmann. The houses overlook the beach and in the air there is a heady smell of joint. The sun sets listless while a fresh light mist blurs the palm trees and the center of the city in the distance. Back in town for dinner, we sit at the table of Robata Jinya, we order Ramen and vegetarian Maki. We taste every delicious bite while the cars whizzing along the streets of West Hollywood.

After waking, shower and breakfast we enthusiastically towards to the Warner Studios. We stroll down the sets while they are filming a new episode of Pretty Little Liars. We visit an exhibition dedicated to Batman, one dedicated to Harry Potter and visit the exteriors where were shot several series like Ghost Whisperer, Big Bang Theory and ER. There are still some set of Gilmore Girls in front of which I melt. Then comes the long awaited moment, which is the rightful photo on the couch of Friends. Moricci-WB-02

Later we go to Mulholland Drive to better see the Hollywood sign and then we jump at Chateau Marmont. We would like to get in and maybe have lunch there, but when the second Ferrari enters the gate, we understand it isn’t a proper place for us neither for our wallets. We make pit stops at 4616 Los Feliz for a quick picture to the famous apartments of the TV series Melrose Place and proceed to the Griffith Park. One of the largest parks in North America since 1882 home of a ibrilliant vegetation, of the Greek Theatre and of the beautiful Griffith Park Observatory. From this building with Hellenic influences the view is unique, in front of us the wide lanes of the freeway in Los Angeles and behind us, along the Mount Hollywood Trail, stands out – yet again – the huge Hollywood sign. We rest enjoying the fresh air, the quiet movement of the crests of the trees blowing in the wind while the sun warms our faces. Before making an afternoon break at Starbucks with Lemon Cake and Coffee Frappuccino, we cross the city to arrive to Downtown not far from which is the most historic part of the city: El Pueblo. A cluster of ancient buildings, restaurants and markets with an unmistakable Hispanic contamination dated 1781. Festive flags, a small square with the warm colors of the Mediterranean and the church of Nuestra Senora de Los Angeles characterize the district. Before returning to our apartment we watch the sun set on Sunset Strip. Moricci-SantaMo-12 Moricci-Venice-Graffiti The next morning we decide to go back to Santa Monica to see more of the city center and enjoy the many small shops in the center. We go up to Abbot Kinney Blvd where everything is small and cozy; made of modern houses, furniture design and fashion stores. Not far away are the Grand Canals of Venice, an American revisitation of the typical canals of Venice, they overlook terraced dream. Then, without pause, we move to Malibu. Giovanni guides swaggering along the Pacific Coast Highway with the ocean on one side of the road and on the other the most beautiful villas are watching us from the top of the desert hills. In front of us a unique spectacle that allows to savor deeply the essential culture of Los Angeles. The pier of a blinding white against the Pacific Ocean creates a game of perfect geometry. We have lunch at Malibu Farm with ocean view. We order Burrata Fruit for two and we enjoy the mix of flavors with arugula, pear, pomegranate and burrata soaked in vinegar. Seagulls fly in the sky while the surfers raging in the waves on the cost. After a refreshing lunch under the sun heat finally we go to the beach and then relax to savor deeply the air of the Ocean. We would like to visit so many things that we would need a lot more days but time is running out and missing only one day and a half at the end. We spend the penultimate day at Disneyland Resort. Like two children we get lost in this fairytale atmosphere of childish and reckless games from the forest of Indiana Jones, the haunted houses, from futuristic space to the house of Snow White. We turn children for a day, realizing yet another dream of this trip. Moricci-MALIBU-05

Moricci-Noi Once our luggage are ready does not have much time left before departure. We say goodbye to our little apartment. Before we get back on the road, we grab a bite at LaBrea Bakery. Outside, the sky turns gray, and it starts to rain. Got into the car, the rain comforts us making less bitter the imminent departure, while in the distance we already see the LAX. Sitting at the edge of British Airways, we sigh excited knowing that we had lived, once again, something special and unforgettable. Together.

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