AMERICAN TRIP | NEW ORLEANS

Da molto tempo sognavo di visitare il profondo sud dell’America. Desideravo scoprire New Orleans perché la sua storia ricca di misteri voodoo, di ritmica melodia Jazz e di melting-pot culturale mi aveva sempre affascinato. Così partiamo da Chicago su un aereo diretto in Louisiana.
NEW ORLEANS
Atterriamo al Louis Armstrong Airport a tarda sera. Dal vetro di uno shuttle-bus osserviamo le insegne che illuminano Canal St, la spaziosa arteria principale. Appena fatto check-in al Lamothe Hotel, una residenza d’epoca datata 1839 situata a pochi passi dal Fabourg Marigny, crolliamo dalla stanchezza e tratteniamo la curiosità fino al giorno seguente.
La mattina successiva ci affacciamo alla finestra e nella piccola corte dell’hotel c’è una splendida piscina e piante rigogliose incorniciate dai tipici terrazzini in ferro battuto. Ma il French Quarter ci attende là fuori, così ci precipitiamo in strada. Le shotgun houses in legno sono ombreggiate dagli alberi secolari e il sole riscalda l’asfalto mentre il silenzio pervade il quartiere che, dopo la baldoria notturna in Bourbon St., si risveglia lentamente.
In cerca di un posto dove fare colazione ci addentriamo nel French Market, il vecchio bazar commerciale di New Orleans dove si trovano chincaglierie e cibo in un’atmosfera locale e rilassante. La specialità cajun del posto? Alligatore. Rabbrividiamo al sol pensiero e proseguiamo. L’odore di alcol misto all’asfalto bagnato rendono l’atmosfera un po’ torbida ma i colori accessi, l’entusiasmo degli abitanti e l’architettura retrò conferiscono al French Quarter una coinvolgente eleganza d’altri tempi.
Arriviamo a Jackson Square dove troneggiano la St. Louis Cathedral datata 1794 e accanto alla quale si ergono il Cabildo e il Presbytère due edifici risalenti allo stesso periodo. Nei dintorni si accalcano turisti, cartomanti, perdigiorno e musicisti di strada che improvvisano musica Jazz. All’interno del Cabildo è ospitata una mostra che illustra la complessa storia della città durante la dominazione francese e spagnola, fino a quando fu venduta agli Stati Uniti nel 1803.
Poco più in là, attraversata la strada e le rotaie della Tramvia, arriviamo alle rive del Mississippi dove l’acqua ondeggia placidamente riscaldata dal sole. Intanto ci perdiamo tra le stradine di Julia St. e le sue gallerie d’arte, attraversiamo il quartiere finanziario e ci rilassiamo tra la vivida vegetazione di Lafayette Sq. Nonostante il passaggio di Kathrina, New Orleans non si è persa d’animo e la città sembra essere in continua evoluzione. Scoccano le 13.30 e così mangiamo una rinfrescante Strawberry Salad e ci dissetiamo con un bicchiere di Coca Cola al Bistrò di Antoine’s.
Nel pomeriggio viaggiamo sulla la tramvia più antica degli Stati Uniti, la St. Charles, con direzione Garden District. Scesi alla nostra fermata ci troviamo negli eleganti sobborghi della città dove numerose case coloniali dall’aspetto incantato si affacciano sulla strada.  Costeggiamo il famosissimo ristorante di cucina creola Commander’s Palace e il LaFayette Cemetery, uno dei celebri cimiteri che se pur chiuso, dal cancello, permette la vista di un’inquietante distesa di lapidi. Arrivati in Magazine Street ci perdiamo tra i negozi di abbigliamento, arredamento e oggettistica.
New Orleans Antoine's
Prima che sia troppo tardi torniamo sulla riva del Mississippi per vedere il tramonto. Sul battello a vapore suonano musica Jazz mentre riscaldano i motori per fare un giro nel fiume. La sera ceniamo in Magazine St. da Coquette un ristorante elegante che serve un mix culinario delizioso. Prima di andare a letto smaltiamo la cena attraversando Bourbon Street affollata di locali e turisti.
Il giorno seguente visitiamo il Louis Armostrong Park che non dista troppo dal nostro Hotel e poi proseguiamo in direzione del Cemetery N°1, famoso per essere il più magico dei cimiteri della città e ormai dimora della Regina Voodoo Marie Laveau.  Se pur un po’ distante ci spingiamo fino al City Park, uno dei più grandi del paese. Il Parco si estende per 4km, ha una flora lussureggiante e nelle sue vicinanze scorre il Bayou St.Jhon. Gli alberi secolari e maestosi fanno ombra a pescatori e visitatori in un’atmosfera di totale relax.
Magazine Street ci ha colpito per la sua atmosfera contemporanea con un tocco vintage e quindi per cena scegliamo un altro dei suoi ristoranti e ordiniamo Hamburger e patatine da District.
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Il cielo sfuma nei colori freddi della sera per fare spazio alle stelle. Noi ci godiamo le ultime ore in città passeggiando tra le viuzzole del quartiere Francese, in un’atmosfera unica che sembra essersi fermata nel tempo.  Le lanterne si accendono all’entrata delle case e sui terrazzi, le pale dei ventilatori si muovono con la forza del vento e la scrosciante acqua che imbeve le piante rigogliose si riversa sulla strada, mentre New Orleans si prepara ad una nuova notte di divertimento, alcol ed entusiasmo.
Noi ci lasciamo cullare dalla musica che imperversa per le strade vicine e la mattina siamo pronti per ripartire per l’ultima tappa del nostro viaggio: Los Angeles, California.

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English Version Below. Scroll down the page to read and see all the pictures.

English / I have dreamed of visiting Deep South of America since i was a kid. I wanted to discover New Orleans because its history full of mysteries voodoo, rhythmic melody of Jazz and cultural melting-pot had always fascinated me. So we left Chicago on an airplane ahead to Louisiana.

We land at Louis Armstrong Airport late in the evening. From the glass of a shuttle-bus we observe the signs that illuminate Canal St, the spacious main artery of the city. Just checked in at the Lamothe Hotel, an ancient dwelling dated 1839 located a few steps from the Faubourg Marigny, we collapsed from exhaustion and withhold curiosity until the following day.
The next morning we look out the window and into the small courtyard of the hotel there is a beautiful pool and lush plants framed by the typical balconies of wrought iron. But the French Quarter awaits us out there, so we rush into the street. The shotgun houses in wood are shaded by old trees and the sun heats the asphalt while the silence pervades the neighborhood – still asleep after partying in Bourbon St – and awakens slowly.
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Looking for a place to have breakfast we enter the French Market, the old bazaar shopping in New Orleans where there are trinkets and food in a local and relaxing atmosphere. The specialty of the Cajun cuisine? Alligator. We shudder at the very thought and go on. The smell of alcohol mixed with wet asphalt make the atmosphere a little ‘muddy but the bright colors, the enthusiasm of the people and the retro architecture give the French Quarter a captivating elegance of another era.
We get to Jackson Square dominated by St. Louis Cathedral, dated 1794, and beside which stand the Cabildo and the Presbytère two identical buildings from the same period. Nearby there is a crowd of tourists, fortune tellers, idlers and street musicians who improvise jazz. Inside the Cabildo is hosted an exhibition that illustrates the complex history of the city during the rule of the French and Spanish, until it was sold to the United States in 1803.
A little farther on, across the road and the rails of the tramway, we arrive at the banks of the Mississippi where the water floats placidly warmed by the sun. Meanwhile, we get lost among the narrow streets of Julia Street and its gallery, cross the financial district and relax in the bright greenery of Lafayette Sq. Despite the passage of Katrina, New Orleans has not lost heart and the city seems to be evolving. It’s 13PM and so we eat a refreshing Strawberry Salad and drink a glass of Cola at Antoine’s bistro.
In the afternoon we step on the oldest tram of the United States, the St. Charles with direction Garden District. We got off and we find ourselves in the elegant suburbs of the city where many enchanted colonial houses looking out onto the street. We skirt the famous Creole restaurant  Commander’s Palace and the LaFayette Cemetery which even if it is closed allow see a sea of tombstones through its gat. Once arrived in Magazine Street we get lost among the stores of clothing, furniture and objects.
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Before it is too late, we head back to the bank of the Mississippi to see the sunset. On the steamboat musicians play jazz while  the engines are warmed up for a ride in the river. In the evening we have dinner in Magazine St. at Coquette an elegant restaurant which serves a delicious culinary mix. Before going to bed we walk through Bourbon Street crowded with locals and tourists.
The following day we visit the Louis Armstrong Park which is not too far from our hotel and then continue towards the Cemetery #1, known to be the most magical of the cemeteries of the city and now home of Voodoo Queen Marie Laveau. Even if a bit far, we go to the City Park, one of the largest in the country. The park extends for 4km, has a lush flora and nearby flows the Bayou St.Jhon. The majestic ancient trees shade on the fishermen and visitors in an atmosphere of total relaxation.
Magazine Street impressed us with its twist of contemporary style and vintage mood so for dinner we choose another of its restaurants and order burgers and fries at District’s.

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The sky fades in cool colors of the night to make room for the stars. We enjoy the last hours in the city walking through the small little streets of the French Quarter, in an unique atmospheric looking old as time.  The lanterns are lit at the entrance of the house and on the terraces, the fan blades move with the wind and the roaring water that soaks into the lush plants pours on the road as New Orleans prepares for a new fun night of alcohol, joy and enthusiasm.
We allow ourselves to be lulled by the music that is rampant in the streets nearby and in the morning we are ready to leave for the last stop of our trip: Los Angeles, California.

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