NIPPON TRIP | HIROSHIMA / MIYAJIMA / MONTE FUJI

In circa 17 giorni abbiamo girato in lungo e largo l’Honshu centrale, quello occidentale e parte del Kansai. L’entusiasmo lascia un po’ di spazio alla stanchezza ma prima di tornare a Tokyo per qualche giorno in procinto della partenza, il nostro viaggio ci prospetta ancora alcune mete interessanti…

In about 17 days we have traveled far and wide the central Honshu, the western and part of the Kansai. The enthusiasm leaves a little ‘space to tiredness but before returning to Tokyo and leave Japan, our journey still promises us some interesting destinations…

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Lasciata Kyoto infatti ci dirigiamo verso Miyajima, una piccola isola che ospita da oltre 1500 anni l’elegante santuario di Itsukushima e la sua celebre Torii color vermiglio che “galleggia” sull’acqua. A darci il benvenuto, anche qui, sono i cerbiatti in cerca di cibo o al riparo dal sole sotto gli alberelli. L’isola è affollata di turisti e i piccoli negozi si affacciano sulla strada sterrata e sabbiosa.

Il tempio galleggia sull’acqua limpida, noi però lo attraversiamo in fretta per mirare da vicino la celebre Torii che adagiata sul mare troneggia nella piccola baia. Ci mettiamo rigorosamente in fila – come usano i Giapponesi – per metterci in posa ed essere fotografati cortesemente dai turisti dietro di noi. Mangiamo in un piccolo bistrot che cucina fusion, ordiniamo un SANDOICHI (sandwich) con uova, prosciutto e salsa wasabi.

Nel tardo pomeriggio arriviamo ad Hiroshima e decidiamo di spingerci fino al punto più lontano dal centro per visitare il museo di Arte Moderna MOCA. Oltre alla collezione permanente troviamo una lugubre installazione di Doris Salcedo – un’inno silente alla pace in una città distrutta dalla bomba atomica.

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Solo il giorno seguente riusciamo a vedere Hiroshima. Iniziamo dal Memorial Peace Park, un viaggio tra gli orribili ricordi della guerra, della bomba atomica e dei devastanti effetti che ebbe sulla popolazione. Attraversiamo i numerosi memoriali dedicati alle vittime mentre il silenzio regna incontrastato negli ampi giardini, tra terrificanti cimeli e reperti fotografici ripercorriamo quel terribile mattino del 6 Agosto 1945.  Difficile non percepire e rimanere scossi da tutto quell’orrore.  Attraversato il fiume ci avviciniamo all’ A-Bomb Dome, l’unico edificio rimasto in piedi durante il bombardamento, ancora visibilmente “piegato” dalla forza dell’esplosione. Non lontano da lì suoniamo il Gong che echeggia in tutta la piazza per alcuni minuti. Ancora una volta un inno alla pace.

Il centro della città è ricco di Negozi, Hotel e un intero quartiere che mescola elementi tipici dell’architettura anni ’80 a quella europeggiante. I grattacieli si stagliano alti e sono interrotti da piccoli edifici e templi sacri. Non c’è molto altro da vedere in città, ma questa pacatezza ci consente di darci una tregua e concederci un po’ di relax.

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Prima di approdare a Tokyo – sappiamo di non poter lasciare il Giapponese senza aver tentato di avvistare il Monte Fuji – così ci avventuriamo verso Hakone, da dove dovrebbe mostrarsi in tutto il suo splendore, ignari però che ci sarebbero volute quasi 2 ore di viaggio da Osaka. Uno shinkansen, un treno, una funivia e 40€ per arrivare tanto in alto da poter mirare solo un mucchio di nuvoloni che oscurano il Monte Fuji. La Ropeway ci consente di vedere il Lago Ashi e le montagne sulfuree di Owakudani ma niente Fuji. Almeno ci abbiamo provato.

A tarda sera arriviamo a Tokyo. I giorni successivi ci godiamo la città senza fretta, ci prendiamo un Frappuccino al Parco di Ueno e facciamo gli ultimi giri di Shopping. Vorremmo avere  più tempo per assaporare la vita Giapponese fatta di caos, negozi e di placida tranquillità radicata nella loro cultura, nella natura che avvolge le grandi metropoli e il via-vai quotidiano. Abbiamo fatto nostro ogni momento di questo viaggio per portare a casa con noi ricordi, sensazioni ed emozioni. E ci siamo sicuramente riusciti. Ebbene si, sogno realizzato e chissà che non ci sia l’occasione di tornare per vedere i ciliegi in fiore….

English / Once left Kyoto we head to Miyajima, a small island that is home to more than 1500 years of  the elegant Itsukushima Shrine and its famous vermilion Torii that “floats” on the water. To host us, here they are again, the fawns – in search of food or shelter from the sun under the trees. The island is crowded with tourists and small shops facing the sandy road.

The temple is floating on clear water, however, we cross it quickly to aim to close the famous Torii which lies on the sea and dominates the small bay. We put ourselves strictly in a row – as Japanese do – to posing with the Torii behind us. We eat in a small bistro with fusion cuisine, order a SANDOICHI (sandwich) with eggs, ham and wasabi sauce.

In the late afternoon we arrive at Hiroshima and decide to push straight to the farthest point from downtown to visit the MOCA Museum of Modern Art. In addition to the permanent collection are a dismal installation of Doris Salcedo – a silent hymn to peace in a city destroyed by the atomic bomb.

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The day after we visit Hiroshima. We start from the Memorial Peace Park, a journey through the horrific memories of the war, the atomic bomb and the devastating effects it had on the population. We cross the many memorials dedicated to the victims while the silence reigns supreme in the spacious gardens, including terrifying memorabilia and photographic evidence that retrace that terrible morning of August 6, 1945. It is difficult not to feel and be shocked by all that horror. After crossing the river we get to A-Bomb Dome, the only building left standing during the bombing, still visibly “bent” by the force of the explosion. Not far from there we play the Gong that echoes across the square for a few minutes. Once again a hymn to peace.

The city center is full of shops, hotels, and a whole neighborhood that mixes elements typical of the ’80s meet the Europeans architectures. The skyscrapers stand tall and are interrupted by small buildings and sacred temples. Not much else to see in the city, but this calmness allows us to give us a break and have a little relaxation.

Before going back to Tokyo – we know that cannot leave Japan without trying to spot Mt Fuji – so we venture to Hakone, where the Mount should show itself in all its glory, unaware, however, that it would take almost 2 hours from Osaka. One shinkansen, a train, a cable car and 40 € to get so high that you can aim just a bunch of clouds obscuring Mount Fuji. The Ropeway allows us to see Lake Ashi and the sulfurous mountains of Owakudani but Mt Fuji. At least we tried.

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Late in the evening we arrive in Tokyo. The following days we enjoy the city without haste, we take a Frappuccino at the Ueno Park and do the final laps of Shopping. We would like to have more time to enjoy Japanese life – made of chaos, shops and placid tranquility rooted in their culture, in the nature that surrounds the big cities. We own every moment of this trip to take home with us memories, feelings and emotions. And we definitely succeeded. Yes, dream realized and wondering if there is an opportunity to come back to see the cherry blossoms, someday soon ….

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