NIPPON TRIP | KōYASAN

Se possibile stiamo per fare un viaggio nel viaggio. Abbandonato il caos di Osaka ci apprestiamo a tuffarci nel più puro relax. Ad attenderci non lontano da lì c’è il Monte Kōya. Seguendo il suggerimento di un’amica abbiamo prenotato una camera in un tempio buddista. Una notte intensa per assaporare la filosofia e il modo di vivere rigoroso dei monaci presso l’associazione di Shukubo

If possible we were about to make a journey within a journey. Leaving the chaos of Osaka we are going to dive into the most pure relaxation. Not far away from it,is Mount Kōya. Following the suggestion of a friend we booked a room in a Buddhist temple. A busy night to savor the philosophy and way of life of the monks at the strict association of Shukubo

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Sul Monte Kōya è tutto così privo di perdizione che ci sentiamo spaesati! Chiediamo indicazioni per raggiungere la nostra casa di una notte e ovviamente le otteniamo in un batter d’occhio. Ci troviamo davanti un Ryokan tradizionale Giapponese, un Bouzu ci da il benvenuto, ci intima di togliere le scarpe prima di entrare e ci guida nella nostra stanza.

Il pavimento è coperto da Tatami, sulla destra scorgiamo una piccola Tokonoma (nicchia) allestita all’occidentale con TV invece che con le consuete statue Buddiste o con composizioni Ikebana. Al centro della stanza è adagiato uno splendido tavolo e dalla finestra possiamo osservare l’elegante giardino ricco di fiori e bonsai.

Posati i bagagli e assaporato l’odore di legno che aleggia nella stanza ci lanciamo alla scoperta del paesello montanaro. Pranziamo giapponese con barrette di Soya o qualcosa di simile e poi ci perdiamo nei numerosi Templi sparsi nelle vicinanze. Nel cammino incrociamo dei piccoli bimbi Giapponesi che pongono domande ai turisti per far pratica d’Inglese – senza dubbio un passatempo formativo.

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Ci spostiamo verso Nord Est per intraprendere i due Km di cammino all’interno della famigerata “passeggiata delle Lanterne“. Attraversare il cimitero di Okunoin è davvero suggestivo, il sole filtra tra i numerosi alberi e illumina una distesa di tombe e buddha di ogni forma coperti da molti strati di bavagli – utili a proteggere bimbi e viaggiatori. L’aria è più fresca e il silenzio avvolge il tranquillo pomeriggio tra le lanterne. Approdiamo al Mausoleo di Kobo Daishi, dove turisti e fedeli pregano composti o versano acqua sulle loro divinità protettrici.

E’ l’ora di tornare al nostro Ekoin per una cena ascetica preparata per noi dai monaci. Il cielo è diventato grigio e il silenzio aleggia indisturbato nello Shukubo. Tutto è pronto per la cena delle 18, i tavolini tipici sono imbanditi in una sala ricca di pitture coloratissime e sfoglie d’oro. Nessun ingrediente eccitante e una presentazione splendente rendono questo cibo parte del World Heritage secondo l’Unesco.

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Finita la cena ci ritiriamo nella nostra stanza. Troviamo i Futon già organizzati per la notte. Fuori intanto inizia a piovere, così indossiamo i nostri Yukata e ci lasciamo cullare dalla pioggerella che batte gentilmente sul tetto. Prima di dormire sul serio, ci facciamo coraggio e ci spogliamo per un O-furo (bagno caldo), l’acqua termale bollente ritempra i nostri spiriti e ci disintossica da tutta la mondanità dei giorni precedenti.

La mattina la sveglia suona alle 6.00 in punto per la funzione giornaliera, ma noi poltriamo arrotolati nei soffici e caldi futon fino all’ora della partenza….

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English / On Mount Koya is all so devoid of perdition that we feel out of place! We ask for directions to our onenight -house and of course we get them in the blink of an eye. We find ourselves in front of a traditional Japanese Ryokan, a Bouzu welcomes us, counsels us to remove our shoes before entering and guides us in our room.

The floor is covered with Tatami, on the right we see a small Tokonoma (niche) set up with western TV instead of the usual Buddhist statues or Ikebana compositions. At the center of the room lies a wonderful table by the window and we can see the elegant garden full of flowers and bonsai.

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Left our luggages and savored the smell of wood that hangs in the room – we set off to explore the village mountaineer. We have  soya bars or something like that for lunch and then we get lost in the many temples scattered nearby. On our way we come cross little japanese kids that ask questions to tourists to practice in English – no doubt a formative pastime.

We move to the North East to undertake the journey within two kilometers of the famous “Lantern Walk“. Walking through the Okunoin cemetery  is really impressive,  sun filters through the many trees and illuminates an expanse of graves and all forms of buddha covered by many layers of gags – useful to protect children and travelers. The air is fresh and the silence surrounds the quiet afternoon between the lanterns. We dock to the mausoleum of Kobo Daishi, where tourists and faithful pray compounds or pour water to their protective deities.

It ‘s time to get back to the Ekoin for an ascetic dinner prepared for us by the monks. The sky turned gray and the silence hangs undisturbed in Shukubo. Everything is ready for the dinner at 6 PM, the tables are laden typically in a room full of paintings and colorful sheets of gold. No exciting ingredient  and a shining presentation make this meal part of the food World Heritage according to the Unesco.

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After dinner we retire in our room. We find the Futon already organized for the night. Outside meanwhile starts to rain, so we wear our Yukata and we let soothed by the drizzle that gently beats on the roof. Before going to sleep seriously, we take courage and put off for an O-furo (hot bath), thermal water boiling restores our spirits and cleanses us from all worldliness of the previous days.

The day after  the alarm rings at 6.00 o’clock for the daily function, but we stay rolled in a soft and warm futon until the hour of departure…

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