NIPPON TRIP | TOKYO

Usciti dalla metro, mentre camminiamo per le stradine di Ningiyocho, l’umido caldo e il sole a picco arrivavano dritti alla testa. Boccheggiando, cercavamo di interpretare la mappa della zona con l’ausilio del mio giapponese elementare e quelle poche chiare indicazioni in Inglese. Eravamo appena arrivati a Tokyo e nonostante lo spaventoso caldo eravamo a pochi passi dal nostro Hotel e dall’innamorarci perdutamente del Sol Levante.

Released from the Metro, with a damp heat and the sun beating down came straight to the head, while walking through the streets of Ningiyocho. Gasping, we tried to interpret the map of the area with the help of my elementary japanese and those few clear directions in English. We had just arrived in Tokyo and despite the awful heat we were walking distance from our hotel and from falling madly in love with Japan.

NIPPON TRIP | TOKYO 

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Senza saperlo avevamo prenotato un hotel in un quartiere consigliato dalla guida National Geographic, era situato in una piccola griglia di tranquille stradine fatte di ristoranti, abitazioni e maestosi grattacieli.

Dopo il lungo viaggio scegliamo come prima tappa Akihabara, mecca per Otaku e veri Geek  nel quale andare a caccia di Sailor Moon – e più tardi facciamo visita alla celebre Torre di Tokyo che in notturna si illumina come la Torre Eiffeil. Ai suoi piedi ci sentiamo piccoli e impotenti ma per vederla al meglio c’è bisogno di arrivare a Roppongi, quartiere commerciale con Cinema, Ristoranti e Gallerie d’arte, dal quale è possibile osservare Tokyo in tutto il suo scintillante splendore.

Il giorno seguente iniziamo con Shibuya, passando da Harajuku e Omotesando. I negozi si espandono a macchia d’olio, tra pellegrinaggi Teen e veri e proprie santuari della moda tra monomarca, negozi vintage ed eleganti concept store. Come adolescenti alle prime armi con i vestiti ci perdiamo negli otto piani di LaForet e una volta in strada entriamo ed usciamo dai negozi più disparati.   Poi inaspettatamente ci troviamo a pochi passi dal parco nel quale sorge il santuario buddista Meiji Jingu, un’oasi verde e spirituale per rifuggire dal caos cittadino e dalla calura pomeridiana. La vegetazione ha colori vividi e appare immacolata da secoli.

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Mangiamo un ottimo Sobu con verdure per pranzo e ripartiamo alla volta di Shibuya appena finito. Proprio lì assistiamo esterrefatti al celeberrimo “scrambled crossing” – un grande incrocio stradale dove una folla impressionate si scontra per attraversare da un lato all’altro del marciapiede. Trascorriamo un po’ di tempo da Loft per scegliere i regalini da portare a casa, arrivati alla cassa scopriamo la gentilezza estrema del popolo Giapponese che porge con due mani il resto adagiato su un piccolo vassoio. Giovanni incassa la sua prima vittoria a Ufo Catcher vincendo il pupazzo di Artemis.

Ci guardiamo intorno in cerca di cibo appetitoso e occidentale ed è proprio all’ora che scopriamo che i ristoranti sono situati sotto i grattacieli o all’estremità opposta. Tutti mostrano all’esterno i manicaretti tipici attraverso fotografie “acchiappa-turisti” o modellini verosimili in resina.  Sul far della sera visitiamo il Parco Imperiale di Tokyo. Il sole attraversa i rami degli alberi che insieme alle eleganti mura e un laghetto stagnante costeggiano il palazzo imperiale che sfortunatamente è inaccessibile.

A poca distanza sorge il Museo Nazionale di Arte Moderna. Oltre la bellezza delle opere che spaziano tra artisti Giapponesi e capisaldi dell’arte Occidentale, ci salta all’occhio le curiose didascalie delle opere – spesso analizzate per il loro valore commerciale. Infine saltiamo sulla prima metro diretta all’Hotel.  L’aria condizionata gela il sangue ma la calca di Salary Men appena usciti da lavoro e i nostri cardigan – pronti all’uso – contegono i danni di una possibile congestione.

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La mattina appena svegli ci dirigiamo a Tsukiji, il sole ha lasciato il posto ai nuvoloni, ma il mercato del pesce è in gran fermento. Gli odori della cucina tipica aleggiano nell’aria e noi ci lasciamo guidare da essi per scoprire le numerose viuzzole dove il pesce è venduto in ogni formato, insieme a oggetti tipici e chincaglierie Giapponesi.  Tra le mete obbligatorie non posso proprio tralasciare Dover Street Market a Ginza, dove finalmente acquisto a prezzo contenuto una t-shirt Comme des Garçons con il cuore rosso fuoco.  Dopo tanto pellegrinaggio stilistico, arriva il momento della cultura e così attraversiamo il verde e tranquillo Parco di Ueno per approdare al Museo Nazionale di Tokyo nel quale sono custoditi tesori asiatici come stampe pregiate, antichi kimono e reperti storici di varie epoche. Nei tratti essenziali ed eleganti delle loro stampe si riconosce la cultura che sta alla base dell’illustrazione Manga e certamente tutto questo ci riempie gli occhi di bellezza ed entusiasmo.

Passeggiare nel parco di Ueno in totale relax mentre si alza un soffio di vento che spazza via l’umidità, mi riporta a quei pomeriggi d’estate passati a leggere le storie narrate da Banana Yoshimoto. Apparentemente i silenzi, in Giappone, sono interrotti solo dal rumore dei treni che passano in perfetto orario, dal gracchiare dei giganteschi corvi neri sparsi per la città e dalla piacevole litania musicale delle cicale. Ed è proprio a Ueno che torneremo per un po’ di relax, bevendo frappuccino di starbucks, alla fine del nostro viaggio nel sol levante…

> Prossima Fermata : NIKKO

English / Without knowing it we had booked a hotel in a neighborhood recommended by the guide, was located in a small grid of quiet streets made up of restaurants, homes and majestic skyscrapers.

After the long journey we choose as a first step: Akihabara, a mecca for real Geek and Otaku perfectly to hunt for Sailor Moon – and later we visit the famous Tokyo Tower which at night lights up like the Eiffel Tower. At its feet we feel small and powerless, but to see it better need to get to Roppongi shopping district with cinemas, restaurants and art galleries, from which it is possible to observe Tokyo in all its glittering glory.

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The next day we start with Shibuya, passing by Harajuku and Omotesando. The shops are expanding like wildfire, including Teen stores and true sanctuaries of fashion, vintage shops and elegant concept store. How newcomer teenage we get lost in the eight levels of LaForet and once out of it we hit the road in and out of many shops. Then suddenly we are just a short walk from the park in which stands the Buddhist shrine Meiji Jingu, a green and spiritual oasis to shy away from the busy city and the afternoon heat. The vegetation has vivid colors and looks immaculate for centuries.

We eat delicious Sobu with vegetables for lunch and start again ahead to Shibuya. Right there stunned witness to the famous “scrambled crossing” – a large intersection where a crowd of people clashes into each-others to cross from one side to another of the sidewalk. We spend a bit ‘of time at Loft to choose gifts, arrived at the checkout discover the extreme kindness of the Japanese people, which with two hands holds out the rest lying on a small tray. Giovanni collects his first victory at the UFO Catcher winning the Artemis doll.

We look around in search of food and that’s how we discover that the restaurants are located beneath the skyscrapers or the opposite top. They all showcasing the typical dishes through photographs or plausible models in resin. On the evening we visit the Imperial Park in Tokyo. The sun lights through the branches of the trees along with the elegant walls and a stagnant pond lining the imperial palace, which unfortunately is inaccessible.

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A short distance away is there the National Museum of Modern Art. Besides the beauty of the works that range from Japanese artists and occidental masters of art, we’ll notice the curious captions of works – often analyzed for their commercial value. Finally, before we jump on the subway directly to the hotel. The air conditioning freezes the blood but the crush of Salary Men just come in our help with our cardigan and shall contain the damage of a possible congestion.

Just wake up in the morning we head to Tsukiji, the sun gave way to clouds, but the fish market is in great turmoil. The smells of the typical cuisine waft through the air, and we let ourselves be guided by it to discover the many spots where fish is sold in any format, along with typical objects and Japanese knickknacks. Among the destinations mandatory I just can not miss Dover Street Market in Ginza, where i finally purchase long-wanted Comme des Garçons t-shirt. After such a long pilgrimage in style, comes the moment of culture, and so we cross the green and peaceful Ueno Park to arrive at the Tokyo National Museum in which are kept as treasures Asians valuable prints, antique kimonos and historical artifacts from various eras. In their essential features and stylish prints you recognize the culture that underlies Manga drawings and all this certainly fills our eyes of beauty and enthusiasm.

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Stroll in Ueno Park in total relaxation while lifting a gust of wind that sweeps away moisture, brings me back to those summer afternoons spent reading the stories told by Banana Yoshimoto. Apparently the silences, in Japan, is interrupted only by the noise of passing trains on time, the cawing of gigantic blacks crows scattered throughout the city and the pleasant musical litany of cicadas. And it is precisely in Ueno Park that we go back to relaxing, drinking starbucks frappuccino at the end of our journey into the rising sun …

> Next Stop: NIKKO

7 pensieri su “NIPPON TRIP | TOKYO

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