Materica & Concettuale | Céline + Jil Sander

Pubblicato il 13/06/14 su Enquire.it

Da sempre la moda attinge dall’arte e si tinge delle sue ricche pennellate. Questa primavera/estate Jil Sander e Céline incontrano rispettivamente Boetti e Brassaï, un incontro intenso fatto di percezioni teoriche e trasposizioni visive. Gli abiti diventano tele ricche di texture e i graffiti i co-protagonisti “street-style” di questa stagione.

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Jil Sander si appropria dell’arte di Boetti, rivisita le sue frammentarie mappe geografiche, reinterpreta gli oggetti rappresentativi dell’artista Torinese e si immerge nell’arte povera degli anni ’70, evolvendo fino ad incontrare le visioni grafiche e pop che furono – una manciata di anni dopo – di Basquiat e Haring.

I tratti sinottici, le sgocciolature e le tinte forti si sovrappongono con frenesia animando le linee pulite della collezione donna SS14. Le stampe pittoriche danno vita a misteriosi effetti ottici, attenuati dalle sintesi stilistica degli abiti.

Le silhouettes allungate, i volumi sottili e i tagli sartoriali conferiscono alla figura femminile una forte espressività e una posata eleganza. La collezione – nella quale appaiono capi smanicati, scolli geometrici, giacche con contaminazioni sportive, shorts in cotone, gonne evanescenti e pantaloni a sigaretta – sviluppa un personale individualismo espressamente ispirato ai concetti di serialità e ripetitività matematica e geometrica cari ad Alighiero Boetti.

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Dalla ricerca concettuale di Boetti si passa alla fotografia francese di Brassai. Dall’Ungheria approda a Parigi e Gyula Halàsz diventa Brassai in onore del paese di origine. Una volta naturalizzato Francese sprigiona tutto il suo amore per la ville lumiere immortalandone l’architettura, la natura, l’alta borghesia e i graffiti sparsi per la città.

Proprio da questi ultimi, Phoebe Philo, trova l’ispirazione giusta per la stagione SS14. Questa primavera-estate la donna Céline è “intellettuale, amante dell’arte e femminista, ma oltre ad un cervello ha anche un cuore ricco di emozioni” dichiara il direttore Creativo. Le stesse emozioni che nascono sulla strada, quelle immortalate da Brassai sui muri di Parigi o “scarabocchiate” nel Lower East Side di Manhattan da Jean-Michael Basquiat e Keith Haring.

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Morbide sovrapposizioni e tagli rigorosi come quelli rappresentati nell’Espressionismo Tedesco si sovrappongono misti a drappeggi geometrici e impercettibili e abbondanti volant. Le ampie casacche fasciano il corpo come un’ armatura, le gonne seguono i fianchi e cadono libere verso il loro stesso appiombo perfetto e asimmetrico. La leggerezza dei capi si contrappone alla ricchezza delle textures e delle applicazioni: determinate, vistose e avant-garde.

E così, i concetti e i pensieri diventano tangibili come la street-art. Materia su materia, graffiti su tessuto.

Questa primavera-estate l’energia femminile si rispecchia nell’arte, nelle sue correnti e nelle sue declinazioni più disparate – che tratto dopo tratto ri-definiscono un’identità concettualmente bella e visivamente ricca.

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