ON THE SHELF | D.V.

Avete mai letto un’intera enciclopedia? Bhe, se avete letto l’autobiografia di Diana Vreeland vi sembrerà di averlo fatto. Di aver attraversato frettolosamente quasi un intero secolo e di aver attinto da esso esclusivamente il meglio.

Diana Vreeland era assetata di vita. Dai suoi racconti frammentari, discorsivi e surreali si percepisce quanto sia riuscita ad assorbire la cultura che la circondava, trasformandola in nuove idee audaci.

Il suo amore per il rosso perfetto l’ha guidata –  attraverso il proibizionismo e le due guerre, le copertine di Harper’s Baazar, Vogue e le mostre al Metropolitan Museum – come una linea sottile lungo la sua intera esistenza.  In Diana si cela una bambina sognante, che permane e da adulta la trasforma nella regina della finzione e dell’immaginazione. “Se vi dico mettetevi comodi sui vostri cuscini, non rispondetemi che non avete cuscini, fingete di averli” ammette di aver imparato ” a fingere” da un performer nero su un treno diretto a Chicago.

Diana-Vreeland

Vreeland-Benson

Rivela il suo amore smodato per Balenciaga, di aver letteralmente sbavato in estasi davanti alla sua Maillot color carne, semi-dorata e rosa lasciando perplessa perfino Audrey Hepburn. Racconta i segreti di Coco – della sua moda avanguardista, del suo profumo unico e dell’ultimo regalo lasciatole dalla stessa stilista. Inneggia alle serenate di Cole Porter dedicate solo a lei e al marito Reed. Parla di Twiggy, Cher e di quanto sia stata brava a rendere importante il naso di Barbra Streisand.

Il jet-lag, la vita tra New York e Parigi, le spese folli, gli shooting rivoluzionari, i licenziamenti, l’amore per il lavoro, la cura del fegato e della cistifellea e i suoi consigli sulla rubrica “Why Don’t You?” – assurdi e costosi come quello di “lavare i capelli dei bambini con lo champagne avanzato come fanno in Francia“.

Un itinerario unico che coinvolge e travolge nella lettura di questi pochi estratti di vita d’altri tempi, raccolti in poco più di 260 pagine. Vividi e divertenti, rivelatori e illuminanti, sognanti e invidiabili. Un ultimo scatto con Andy Warhol, un’ultima passata di smalto scoperto a Venezia e donato alla Revlon, una firma siglata D.V. “Deo Volente o Dominus Vobiscum” come i papi e infine un attaco di cuore.  Finisce così la storia della vita sontuosa di Diana Vreeland.

English / Have you ever read an entire encyclopedia? Well, if you read the autobiography of Diana Vreeland you seem to have done so. She had hastily crossed nearly a full century and have drawn from it only the best.

Diana Vreeland was thirsty for life. From its fragmentary, discursive and surreal narratives is perceived how much she managed to absorb the culture around her, transforming it into bold new ideas.

Diana-Vreeland-Andy-Warhol-Fred-Hughes-Venezia

Her love for the perfect red led her through prohibition and both world wars, the covers of Harper’s Baazar , Vogue and exhibitions at the Metropolitan Museum – as a thin line along her entire existence.

In Diana lies a dreamy little girl who endures and transforms herself into an adult queen of fiction and imagination. ” If I tell you lean back on your pillows , do not answer me that you do not have pillows, pretend to have them ,” she admits that she learned ” to pretend ” by a black performer on a train bound for Chicago.

Reveals her inordinate love for Balenciaga, have literally drooled in ecstasy in front of Balenciaga’s flesh-colored, semi- golden and pink Maillot leaving puzzled even Audrey Hepburn. She tells the secrets of Coco – her avant-garde fashion , her unique scent and last gift Coco herself gave to her. Cole Porter singing serenades dedicated only to Diana and her husband Reed. Talk about Twiggy , Cher and how good she was on the making important the nose of Barbra Streisand.

Diana-Vreeland-Avedon

The jet-lag , life between New York and Paris, the shopping spree , shooting the revolutionaries, the layoffs, the love of work , the care of the liver and gall bladder and her suggestions on the column “ Why Do not You ? ” – Absurd and expensive as to ” wash the hair of children with advanced champagne as they do in France“.

A unique itinerary that involves and overwhelms the readings of these few extracts from old fashioned life, collected in just over 260 pages . Vivid and funny, revealing and enlightening , dreamy and enviable. One last shot with Andy Warhol , one last pass of nail-polish found in Venice and donated to Revlon, a signature signed DV “Deo Volente or Dominus Vobiscum ” as the popes, and finally an heart-attack. Thus ends the story of the lavish life of Diana Vreeland.

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