PATTI SMITH & her Band / Prato

Se ve lo siete perso e vi mangiate le mani per questo, sappiate che non avete trovato il blog giusto per godervi l’intensità del live Toscano della Sacerdotessa Maledetta del Rock tramite qualche bello scatto.

La piazza era gremita, io non ero così lontano, tuttavia ero sprovvisto di una fotocamera dignitosa.

La mia storia con Patti Smith è datata. Mi approcciai a lei per semplice curiosità, ero in continua ricerca di me stesso e cercavo anche musica “nuova”.   La sua indole rivoluzionaria e il suo primo disco fecero breccia nel mio cuore. Nel 2007 mentre mi trovavo a New York, persi il suo concerto, non me lo sono mai perdonato e così quando ho scoperto che vederla live nella piazza del Duomo a Prato costava solo 14€ mi sono deciso a cogliere l’occasione. Questa volta.

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Quasi 70 anni suonati e l’energia di un ragazzaccio. Il suo consueto look trasandato-chic e i capelli raccolti in una piccola coda hippie. L’aria di una che dalla rivoluzione non è mai uscita, che continua a farla oggi e che crede ancora nel “potere delle persone”.

Intrattiene il pubblico come un’icona rock, desiderosa di infondere tutta quella consapevolezza di libertà di cui noi abbiamo letto solo sui giornali. Culla il pubblico con qualche dedica sentita a coloro che abbiamo perduto, una ballad intensa e folk per la prematura morte di Amy Winehouse e spende qualche parola cordiale per Pope Francis – che lei definisce “un uomo buono, positivo” benché lei stessa sottolinei di non essere credente “ma di credere nella voglia di comunicare del papa”. Storgiamo il naso.

Saltelliamo e ci lasciamo trascinare dalle note coinvolgenti dei grandi classici e dalla sua energia che spiazza con quell’irresistibile fascino androgino ancora intatto e ben conservato sotto la sua pelle indurita da una vita fortunata e sfortunata.

Le sue parole si mescolano ai suoni avvolgenti e quel tentativo comunicativo arriva diretto al cuore e alla mente, ti sembra di fare un salto indietro nel tempo.  Un’epoca che non abbiamo vissuto. Sembra poco, ma finalmente ho assisto al concerto memorabile.  Come dico sempre io, questa è “storia della musica”.

English / If you missed it and regreat it, better you know that you have not found the right blog to enjoy the intensity of the live  Damned Priestess of Rock with some good shots.

The square was packed, I was not so far away, but I was devoid of a decent camera. My history with Patti Smith is dated. I approached her out of curiosity, I was always looking for myself and I was also trying to find “new” music. Her revolutionary character and her first album made inroads into my heart. In 2007 while I was in New York, lost her concert, I do not have never forgiven myself and so when I found that live concert in the Piazza del Duomo in Prato was only 14 € I decided to take the chance. This time.

Almost 70 years and the energy of a bad boy. Her usual scruffy-chic look and her hair tied up in a small hippie tail. Like she was never released out the revolution, which continues to do it today and who still believes “people have the power”.

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Entertains the audience as a rock icon, eager to bring all that awareness of freedom that we have only read  about on the newspapers and books. Cradle the audience with some heartfelt dedication to those we had lost, an intense folk ballad and the untimely death of Amy Winehouse and spends some kind word for Pope Francis – which she calls “a good, positive man” although she stresses it is not being a believer, ” believable desire to communicate of Pope”.
We jump to the music and let ourselves be carried away by the fascinating notes of the great classics and her energy that she displaces with irresistible androgynous charm still intact and well preserved under her thik skin hardened by a lucky and unlucky life.

Her words are mixed with the enchanting sounds and communicative attempt that goes straight to the heart and mind, you seem to take a step back in time. An era that we have not lived. It seems small, but I finally witness a memorable concert. As I always say, this is “history of music.”

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