EDITORIALS | KTZ

Published Sept 21 on Enquire.it

Non porsi limiti sembra la regola numero uno per il collettivo che, più semplicemente, potremmo definire una rivisitazione dello stile di Vivienne Westwood. Ma dimenticate la signora del Punk. KTZ, il trio che cela la propria identità dietro tre semplici lettere, ha una filosofia ancora più aggressiva. Si chiamano Koji MaruyamaMarjan Pejoski e Sasko Bezovski e sono laureati in Fashion Design e Architettura presso la prestigiosa Central Saint Martins di Londra. La mente dietro l’idea, Sasa, si trasferisce in Inghilterra nel 1989 per sviluppare i propri progetti. Nel 1996 apre la prima boutique, dal nome Kokon To Zai, pensata come uno spazio creativo per artisti, stilisti e dj. In breve tempo lo spazio diventa uno dei posti di culto della città e più tardi, nel 2010, la base creativa per il marchio KTZ.

Distintesi per un forte senso individuale e visionario, le collezioni KTZ si sono evolute con l’unico scopo di trovare nuove forme indossabili, nuovi pattern visivamente magnetici ed elaborati tagli stilistici.

La collezione FW2012, ispirata ad un personaggio di finzione proveniente dal Kenya e dedito ad eccentrici incontri, è ricca di tartan, plaid a quadrettoni trasversali, catene, stelle e simboli religiosi. Tra kilt, pantaloni e giacche oversize, rivivono gli anni novanta con un tocco punk e un’attitudine rap. Pura stravaganza per gli occhi e per lo stile, KTZ non teme le esagerazioni in fatto di moda, predilige l’eccentricità e l’attenzione per i dettagli. Ritornano in auge baschi e berretti, borsoni e pochette, stivali e gioielli simili a talismani.

I colori accesi come il rosso, il giallo e il blu interagiscono in un’evocazione mistica e pop con il bianco e il nero. I simboli pagani si fanno spazio tra le sovrapposizioni di strati, riuscendo ad apparire armonici con i capi rigorosi come uniformi. KTZ è un’avanguardia barocca in termini di lussuosa esuberanza e armonica eleganza. È un gioco di stili irriverenti, è l’incontro immaginario tra culture diverse.

Dopo un lungo viaggio nel tempo, la collezione esplode in sovrapposizioni di geometrie, stampe e colori luminosi. Le linee elaborate, il gusto sfrontato e uno stile ribelle non tralasciano la moda casual e cenni bon-ton, così da trovare posto nei guardaroba più audaci di persone comuni o delle star amanti dello streetwear. Un occhio di riguardo va dedicato allalimited edition, un ex votoin pelle rossa e oro applicato alla felpa, allo zaino, al marsupio in rigorosa pelle nera.

Nasce così una miscela intensa ed ipnotica tra la cultura Maasai, il punk e la stampa digitale. Da qui il nome della collezione, “Maasai Punk”. Un grido selvaggio sulla passerella e uno stile poliedrico dal quale è impossibile non lasciarsi conquistare.

Sul sito ufficiale del brand inglese è possibile acquistare i capi che preferite e scoprire di più su questo “fashion-collettivo”. www.kokontozai.co.uk

English/  No limits seems to be the only rule for the collective KTZ, more simply, the current reinterpretation of Vivienne Westwood’s style. But forget about the Lady of Punk. KTZ, the trio who hides his identity behind three letters, has a even stronger philosophy. They are Koji MaruyamaMarjan Pejoski and Sasko Bezovski and they graduated in Fashion Design and Architecture at the prestigious Central Saint Martins in London. The mastermind behind the idea, Sasa, moved to England in 1989 to develop his projects. In 1996 he opened the first boutique named Kokon To Zai, conceived as a creative space for artists, designers and DJs. In a short time the space became the right place to go and later, in 2010, became the basis for the fashion brand KTZ.

The KTZ’s collections have distinguished for a strong individual and visionary sense and have evolved with the sole aim of finding new weareble forms, new visually magnetic patterns and elaborated stylistic cuts.The 2012 F/W collection, inspired by a fictional character from Kenya devoted to meeting odd  people, is full of tartan, plaid cross, chains, stars and religious symbols. Among kilt, pants and oversize jackets, the 90′s revive with a touch of punk and a rap attitude. Pure extravagance for eyes and style, KTZ has no fear of exaggerating in fashion but prefers the eccentricity and pays attention to the details. So berets and caps, bags and purses, boots and talismans-like jewels are back in vogue.

The bright colours such as red, yellow and blue interact in a mystical and pop evocation with white and black. The pagan symbols make themselves noticed between the overlapping layers, appearing harmonious among the severe clothes as uniforms. KTZ is an avant-gardistic baroque in terms of luxurious exuberance and harmonious elegance. It’s a game of irreverent style, it is the imaginary encounter between different cultures. After a long journey in time, the collection explodes into overlapping shapes, prints and bright colours. The ornate lines, the cheeky taste and the rebellious style, don’t leave out the casual hints and the bon-ton attitute, so they find a place in the wardrobe of the most daring common people or of the stars  who love streetwear. A special attention is payed to the limited edition of an ex voto in red leather and gold, applied on a sweatshirt, on a backpack and on a black leather carrier.

The result is an intense and hypnotic mix between the Maasai and the punk cultures, and the digital printing: hence the name of the collection, “Maasai Punk”. KTZ is a wild scream on the catwalk and a multifaceted style from which it is impossible not to be won over. On the official website of the British brand you can buy the clothes you like and find out more about this fashion collective. www.kokontozai.co.uk

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