BELGIUM | Our summer in Brussels #2

Ufficialmente cambiata la residenza su Facebook possiamo considerarci Belga. 

La sveglia suona inesorabile e non chiedetemi il perché, visto che sono parzialmente disoccupato a Bruxelles. Sorseggio il mio cappuccino Nescafè fatto in casa – l’unico bevibile da queste parti mentre comodamente seduto sul divano, con l’allure di Carrie Bradshaw mista a quella di Homer Simpson,  riordino le idee per raccontarvi la seconda settimana appena trascorsa. 

Priscy ha iniziato il suo internship alla Regione Toscana, nel quartiere Schuman ed io sono ufficialmente diventato una “First Lady“. Mi occupo dell’appartamento, della spesa e sbrigo le mie inutili faccende su internet mentre attendo il suo rientro a casa. Nel frattempo faccio le mie lezioni di Francese con l’aiuto di un manuale DeAgostini, compro scarpe scadenti e borchie stellate per dedicarmi al DIY,  leggo l’unico libro che ho portato con me  e updato costantemente il blog. Ok lo ammetto, la città è ricca di coffee, musei e negozi ma mi sento ancora stranito all’idea di prendere la metro per muovermi in città o di dover parlare in inglese per comunicare. E’ come se non fossi ancora pronto per essere un vero cosmopolita, eppure è tutta la vita che aspettavo questo momento!

Il week-end si avvicina, ci diamo da fare. Facciamo un salto in Rue De Waterloo tra Diane Von Furstenberg e Sonia Rykiel e siamo salvi quando scopriamo che il cinema è rigorosamente in lingua originale. Allora ci gustiamo Snow White & The Huntsman. La padrona di casa ci consiglia di andare alla scoperta di Rue Antoine Dansaert – il quartiere dedicato ai Brand emergenti e alle boutique ricercate tra le quali troneggia lo splendido negozio di Martin Margiela e sta per sorgere quello di Marc Jacobs. Ma a rubare la mia attenzione ci pensa FILLES A PAPA, un brand nuovo dedicato all’improvvisazione di moda – tra il rock Losangelino e i glitter di una serata Queer. Avrei comprato tutto, peccato che non ci fosse niente della mia taglia e  che io non sia Rihanna / Ouch! .

Il tempo ballerino di Bruxelles ci costringe a passare da momenti di soleggiato calore estivo ad attimi prolungati di persistente pioggerella che raggela l’aria.

Venerdì finalmente assaggiamo un Cornet De Frites, qui famigerate per essere fritte due volte ed essere grandi come quattro delle nostre canoniche patatine fritte, sono così pesanti che abbiamo bevuto tea per cena.  Il sabato sera ceniamo dagli amici di Priscy, qui in città in cerca di opportunità di lavoro per l’estate, e sembra proprio l’occasione giusta per fortificare il nostro inglese e stabilire nuovi contatti umani.   

Domenica mattina il cielo è nuvoloso. Ci svegliamo per andare al nostro primo appuntamento d’arte al Musèe Royeaux de Beaux Arts e tra le varie opere di provenienza Olandese scorgo dal vivo la splendida “Morte di Marat” di Jaques Luis David.  Una volta fatta la lavatrice, data una pulita al nostro appartamento e preparata la cena arriva il relax sul comodo divano dark chocolate by Momentum con qualche vecchio episodio di Desperate Housewives. E così via una nuova settimana sta per iniziare…

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THE BRUSSELS DIARIES

English Version

Once officially changed our residence on Facebook, we can consider ourselves Belgian.

The alarm sounds inexorable, and even I don’t know why since I am partially unemployed in Brussels. I sip my home-made Nescafé cappuccino – the only one drinkable around here – while sitting on the couch, with the same allure of Carrie Bradshaw meets Homer Simpson, I browse my ideas to tell you about the second week that has just passed.

Priscy began his internship at Regione Toscana office in the Schuman area, and I have officially become a “First Lady”. I take care of the apartment, make grocery shopping and spending unnecessary time on the internet while waiting for his return home. In the meantime I do my French lessons with the help of a  DeAgostini manual, I buy cheap shoes and studded stars to dedicate myself to DIY, I read the only book I brought with me and I constantly update my blog.

Ok I admit it, the city is rich in coffee-shops, museums, and boutiques, but I still feel dazed at the idea of taking the metro to move in town or having to speak just English to communicate. Feels like I am not ready yet to be a true big city guy, even if I have been waiting for this…like forever!

The weekend is approaching and we get busy. We are strolling around Rue DeWaterloo between Diane Von Furstenberg and Sonia Rykiel, when we discover that movies show in original languages so we can enjoy Snow White & The Huntsman.

The landlady suggests we visit Rue Antoine Dansaert – a district dedicated to the emerging Brands and boutiques, among them stands the splendid Martin Margiela store and will rise the Marc Jacobs. But belgian FILLES à PAPA – an innovative brand dedicated to fashion inspired by L.A. rock and queer glitters- catches my attention. I would have bought everything, too bad there was nothing in my size and I’m not Rihanna / Ouch!

The uncertain weather of Brussels forces us to move from moments of sunny summer heat to boring moments of persistent drizzle that freezes the air. 

On Friday, we have finally tried a Cornet De Frites, notorious for being fried twice and being as large as four of our canonical fries. We were so loaded that we had tea for dinner.

On Saturday evening we have dinner with some Priscy friends, here in the city in search of job opportunities for the summer, and it looks like the perfect opportunity to test our English and to establish human contact.

Sunday morning the sky is cloudy. We wake up to go to our first event of art at the Musée des Beaux-Arts Royeaux and, between the various works of Dutch origin, I see the wonderful “Death of Marat” by Jacques Louis David. Once done the washing machine, given a clean-fix to the apartment and cocked our dinner, relax arrives on the comfortable dark chocolate sofa by Momentum for some DesperateHousewives reruns. And so on a new week is starting…

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Some extra pictures from 2012 on my IG account

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