US TRIP (part one): NEW YORK DIARIES

L’avevamo organizzato così in anticipo e così a dovere che, in men che non si dica, abbiamo preparato i bagagli, siamo partiti e abbiamo trascorso tre splendide settimane negli States. Un attimo dopo, però, eravamo già tornati a casa.

Ma per voi che state leggendo, l’avventura deve ancora iniziare…
US TRIP: NEW YORK DIARIES
L’aereo aveva volato indisturbato per 8 ore filate.  Noi avevamo guardato un film dopo l’altro con l’ansia di atterrare. Non stavo più nella pelle, desideravo solo che Priscy vedesse New York City per la prima volta.

Le luci, i grandi palazzi e quell’aria calda era la stessa, proprio come quando l’avevo lasciata.
L’appartamento nell’ East Village era un pò spoglio ma allo stesso tempo intimo.  Situato nel cuore del quartiere ispanico,  a pochi minuti dalla New York University e dalla fermata di Astor Place dove ogni mattina, dopo la colazione da Starbucks, salivamo sulla metro per scoprire la City.

Ci sentivamo catapultati in un sogno ad occhi aperti con tante cose da vedere e poco tempo per farlo.  Trascorriamo le prime ora in ricognizione e lungo la Fifth Avenue per assaporare il fascino degli storici edifici imponenti che popolano Manhattan con la guida in una mano e il cappuccino caldo nell’altra. In Times Square, osservo gli occhi di Priscy illuminarsi di stupore.
Il giorno seguente il cielo è inquieto ma il caldo permane, il jet-lag si fa sentire e la sveglia biologica suona prima del previsto. Passeggiamo tra Chinatown, Soho e i negozi di Prince St. Visitiamo il NewMuseum che a differenza del Guggheneim e del Moma, ci lascia con troppo amaro in bocca.

Il sole ci assiste e splende alto nel cielo, per questo dopo il via-vai di WallStreet e il silenzio reverenziale di Ground Zero, ci dirigiamo al Ferry Building.  Le estenuanti file sono ovunque e la pazienza è l’arma migliore. Così attendiamo per salire sul traghetto che ci fermerà  a Ellis Island per una piccola incursione nel passato. Nel silenzio dell’isola, mangiamo romanticamente all’americana mentre la città si specchia nell’oceano e il sole si spegne dietro la Statua della libertà.

Intanto la temperatura inizia a raffreddarsi. Indossiamo sciarpa e  cappello.
Il Greenwich Village rimane un posto incantato fatto di piccole case, parchi giochi e negozi deliziosi. L’atmosfera di Halloween invade ogni angolo del quartiere con zucche e fantasmi. Mangiamo i dolcetti di Magnolia Bakery che non distano troppo da Marc by Marc Jacobs. Facciamo shopping con entusiasmo perchè tutto ha un prezzo accessibile.

Saltelliamo tra le gallerie d’arte. Tra i negozi curiosi e quelli imperdibili di Soho. La domenica passeggiamo in Central Park affollata di sportivi e famiglie, scattiamo una foto dopo l’altra e ci coccoliamo come in una commedia romantica. La musica echeggia dalla piazza, mentre noi mangiamo alla BoatHouse come Carrie & Big. Facciamo merenda da Dean & DeLuca come in Felicity e la sera ci godiamo The Lion King Musical a Broadway.

Il ponte di Brooklyn è imponente e taglia il cielo con forza ed eleganza vintage. Il sole sembra più vicino adesso. Fa strano guardare la città dall’alto ma perfino più in alto quando sul far della sera saliamo sul Rockfeller Center per osservare New York illuminata dal 68° piano. Mozza il fiato.  Alla fine di ogni serata saliamo su un taxi e come una cantilena ormai ripetiamo AvenueD e 7th Street East.

Come deciso partiamo su un BoltBus diretti verso Washigton DC per mezza giornata. Il sole risplende e il freddo raggela le ossa. Rimaniamo ammaliati dalla tranquillità che invade l’intera zona del Capitol Hill, del Lincoln Memorial, dal suo ampio parco sui cui lati si trovano numerosi musei, biblioteche ed edifici storici. Scattiamo una foto alla Casa Bianca, che appare inspiegabilmente piccola, prima di tornare all’autobus che ci riporterà a Manthattan.

E’ quasi arrivato il momento di salutare la Mela. Passiamo la giornata tra Union Square, Chelsea e MeatPacking District. Mangiamo Hamburger, Nuggets & Patatine. Visitiamo le gallerie d’arte e ci concediamo pit stop da sogno firmato Diane Von Funstenberg, Alexander McQueen e Stella McCartney. La malinconia ci assale. We LOVE NY.

La mattina successiva tutto è pronto. Fuori piove. Chiusi in un taxi diretto alla Central Station, aspettiamo di arrivare per salire su un treno diretto nel Massachusetts.

To be continued….

US TRIP (part two) : BOSTON

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