RUN MIKY RUN


RADICAL DICKS THEORY

Negli ultimi tempi non si è fatto altro che parlare di Radical Chic o come li chiamano negli altri paesi Bourgeois-Bohème, Liberal Elite o perfino Toscana Fraktion; ed io che ne capisco appena di politica ed economia e so addirittura meno di storia, mi sono limitato a strisciare la carta, muovere  il mercato azionario di H&M, PePe Jeans, American Apparel, Zara & Co.e fare tanto, troppo, molto Shopping.

Per sfuggire al lutto familiare e a questo piovoso tempo pre-natalizio, il modo migliore di ripagarmi dal lavoro e dal resto era spendere e festeggiare. Chissà perchè ho sempre creduto che coloro che fanno grandi acquisti e girellano per la City con buste firmate siano più felici di quelli che come me, dopo aver speso 50 euro per un cardigan slavato, sentono aleggiare nel proprio portafogli qualcosa che assomiglia molto al crollo del 29.

In realtà l’estrema ventata vintage del Radical Chic, che vuole intellettualodi Universitari e Figli di Papà o Adulti mai cresciuti abbastanza – a capo dell’universo rigorosamente Felici&Contenti, è una grandissima Stronzata. Per oggettività discorsiva o per il semplice ed inestimabile piacere di parlare a vanvera, bisogna ammettere che i soldi fanno "metà della felicità" ma l’altra metà dove possiamo trovarla?

SATURDAY
Io sono andato a cercarla. Dopo qualche cenetta casalinga al risparmio, vecchi film in compagnia, sabato pomeriggio chiamo B che non vedevo da tempo e andiamo in pellegrinaggio Sabatino per vedere dove la gente sperpera i soldi. Come in ogni week-end le grandi boutique sono affollate di acquirenti mentre i meno facoltosi scelgono di fare shopping in economia.

Quindi facciamo pit-stop da H&M. Inaugurato il giorno precedente, sembra già rappresentare il centro nevralgico della città. Il formicaio di Hennes & Mauritz offre poco di gustoso ma Adolescenti, Ossesso-modaioli di ogni età e Frocetti sembrano apprezzare molto. Secondo fonti ufficiali la gente è disposta a vere follie pur di accaparrarsi un capo qualsiasi del nuovo marchio in città. Quindi salutati Leo e Marty (faticosamente a lavoro) ci dedichiamo ad altro.

Ci concediamo un salto da GUYA per vedere le ultime creazioni di Comme Des Garcons, Vivienne Westwood e Martin Margiela e poi dritti da Luisa Via Roma dove, come ho sempre sognato, sulle note di "Got To Be Real" di Cheryl Lynn vivisenzioniamo i fastosi capi di Missoni, Yohji Yamamoto, Marc Jacobs, Jil Sander e sogniamo di poter fare spese folli, ma usciamo di lì a mani vuote e occhi strabordanti di desiderio.  Scopro che la serata potrebbe evolversi in cena e uscita, quindi corro ai ripari ed entro ad American Apparel per cercare qualcosa che mi faccia sembrare meno sobrio e trovo un favoloso cardigan azzurro usurato che sta perfetto su le mie scarpe Londinesi anni 80.

Un borsone Pepe Jeans in pelle, l’ennesimo cardigan e un’estenuante giro di chiamate più tardi Io, Virgy, Marty e Mirko ci incontriamo per mangiare Giapponese come due coppiette. Dopo un the digestivo, dopo esser sopravvisutti al diluvio rifugiati al COLLEBERETO – mentre commento crudelmente abiti, trucco e parrucco dei presenti – e dopo la compagnia di uno sbarbatello molto carino (lookalike Paolo Nutini) leggermente briaco che ci attacca un bottone su quanto sia bella Parigi, raggiungiamo Daria & Co. al Club21, dove c’è un "amico" che suona.

ONE WEEK AGO
La nonna se ne era andata da una settimana ed io non mi capacitavo del modo frettoloso in cui l’avevo rimossa dalla mia quotidianità. Ero nuovamente impegnato tra lavoro, uscite e acquisti di troppo come se la mia vita procedesse normalmente, ma con il piede sull’accelleratore. Ho molti rimpati. Troppi per perdonarmeli. Avrei solo dovuto dedicarle più tempo. Fisso con Gio per andare a vedere TWILIGHT, ma poi finiamo per trascorrere la serata in auto. Vorrei piangere più forte ma le lacrime scendono da sole mentre Gio mi abbraccia e le note di "When The Stars Go Blue" scorrono in sottofondo.  A volte mi sento così vicino mentre altre così lontano…

LATER LAST WEEK
Una nuova settimana ha appena avuto inizio, così quando non lavoro, quando non rielaboro e ritratto fantasmagoriche ipotesi sul passato o resto a piangere i miei drammi personali raggomitolato tra le coperte con l’ultimo successo musicale melò di Beyoncè, che forse si è riscoperta lesbica e canta "If I Were a Boy",  io canzono le sue note aggiungendo un’ironico, politicamente e (forse) sintatticamente scorretto "I Would Be Blowing a Job" ed esco.

Lunedì,a tarda sera e rigorosamente all’ultimo minuto io, Marty e Leo raggiungiamo Daria, Vi & gli altri per la serata dei Bomboloni allo StrizziGarden. Arriviamo così tardi che il locale è semi deserto. Per pochi minuti non manco casualmente Lupin, che è a firenze per far visita ad un amico.

La mattina seguente io e Marty facciamo colazione insieme e ci dedichiamo alla lettura analitica del suo libro di poesie per un progetto artistico tutto nostro che "coviamo" da tempo. Nel pomeriggio sbrigo il lavoro e la sera Io, Vi e Leo ci mettiamo in tiro per la serata FACEBOOK allo YAB che oltre ad un Massimo Ceccherini devastato, conta solo pochissimi presenti. Infondo siamo noi le vere star e quindi ce la balliamo tra attimi di imbarazzo e musica di merda.

Un famigerato web-fight, una dozzina di incomprensioni e circa sette mesi dopo, vedo Lupin per un giro di shopping in centro e una cena. Seppellita l’ascia da guerra e logorroici tanto da sembrare le Gilmore Girls, trascorriamo un pomeriggio tranquillo che culmina in una cena dove parliamo delle esperienze passate, di progetti di conquista del mondo, del mio attuale rapporto con Giovanni e della difficoltà dei rapporti in generale.
Non esita a chiedermi di raccontargli tutta la verità su "La Situazione X", io faccio cenni generici e poi cambiamo agormento. Sembiramo due amiconi secolari in libera uscita poi torniamo sulla gaya via quando dopo avermi raccontato il suo matrimonio ideale mi offre sconti vantaggiosi da Dior.
Ci salutiamo con la promessa di beccarci per una serata POP-DISCO di gruppo.

Appena tornato trascorro la serata al telefono con Gio. E mi preparo ai regali di natale.

VIDEO ON AIR: "Run Baby Run" by Sheryl Crow

  

Un pensiero su “RUN MIKY RUN

  1. Spendi e spandi…ho sentito che la città in cui si sta meglio è Siena! Complimenti :Pahahahah noi dal Nord vi osserviamo compiaciuti :PKissone

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