Hangman/Victim: A Noir Love Story Told By Times


Hangman/Victim: A Noir Love Story Told By Times
 
Vittima/Carnefice. In principio credevo di aver bisogno di amare. Tutti ne hanno bisogno. Successivamente (dopo di Lui) ho capito che qualsiasi cosa fossi, vittima o carnefice, fuggo dalle mie emozioni, rincorro le ombre di Principi che sembrano perfetti solo se guardati controluce o attraverso i miei occhi disincantati ma che ancora hanno la forza di sognare.
CHICAGO – 22 Ottobre 1957
La pioggia battente rallentava la lunga fila di taxi che sostava intasata all’uscita del KittyByNight. Lo spettacolo era finito e come ogni notte a Chicago, Lorna Love non aveva intenzione di andare a letto prima di aver consumato almeno un paio di bicchieri di Brandy in compagnia di uno di quei bifolchi conosciuti al locale. Quegli uomini non erano falcoltosi e neanche belli però la riempivano di gioielli e Lorna Love adorava splendere.
 
Impettita sul suo tacco dodici nero laccato, coperta da una pelliccia di bassa qualità color testa di moro che nascondeva i suoi abiti leopardati e succinti e con sulle labbra un filo di rossetto scadente, usciva di fretta dal retroscena e correva qualche blocco più giù per imboccare un vicolo malfamato.
 
Quella sera era diversa. Appariva preoccupata e ansiosa come fosse inseguita dai demoni del passato.
Il ticchettio dei suoi tacchi a spillo scandiva il tempo che la separava da Michael Noname.
Una tiepida luce illuminava il percorso dissestato. Lorna Love rimase immobile qualche secondo, non appena vide l’uomo che le aveva spezzato il cuore. Dopo tutto quel tempo, in lei c’era ancora una tiepida speranza; per quello stesso motivo si era precipitata all’appuntamento anche se con così poco preavviso.
L’ispettore della CIA, Micheal Noname, era lì ad attenderla con un’impermiabile scuro, un Borsalino italiano sulla testa con una tesatanto ampia da nascondere lo sguardo e le mani coperte dalle grandi tasche. Esitante e incerto Michael Noname alzò lo sguardo per vedere ancora una volta gli occhi azzurri di Lorna Love. Gli stessi occhi che l’avevano fatto innamorare, che lo avevano trascinato in un vortice di giustizia e malavita fatta di notti insonni passate a giocare a poker, a bere alcool e a smaltirlo intrattenendosi con qualche svampita pollastrella o commettendo un omicidio.
 
Notti di ordinaria follia che lo avevano trasformato da vittima a carnefice e viceversa.
Quel silenzio ridondante, spezzato solo dalle gocce di pioggia che si abbattevano prepotenti sull’asfalto, aveva pervaso di malinconia Lorna Love che senza esitazione si era abbandonata ad un pianto sommesso, mentre con una mano tratteneva il morbido collo della pelliccia e con l’altra tamponava col fazzoletto le guance rigate dalle lacrime.
 
Michael Noname muovava lento i primi passi per raggiungerla e una volta afferratole la mano, la tirò a se stringendola con forza. Lorna Love non trattenne più il singhiozzo e si rannicchio appoggiandosi sul petto dell’uomo per sentirsi salva e protetta. Ciò che la bella ballerina ignorava era il reale motivo per cui l’ispettore si era fatto vivo.  Michael Noname con movimenti muti sfilò la Derringer Calibro 38 dalla sua tasca e l’appoggiò gentilmente sul ventre della donna. Lui le chiese un tiepido "scusa". Lorna Love sentì il ferro gelido su di se e si scostò ancora un pò da Michael per capire cosa stesse accadendo.
Vedendo tra le sue mani una pistola i sui occhi si sgranarono in una smorfia di terrore e delusione. Istintivamente Lorna Love lasciò scappare un grido di paura,ma prima che potesse emettere un altro gemito, Michael la strinse nuovamente a se e premette il grilleto. Lo sparò tuonò nella notte.
 
Lorna aveva capito troppo tardi che la vittima adescata in un bar sarebbe diventato l’uomo che avrebbe amato per sempre e anche il suo carnefice. Il corpo senza vita di Lorna Love giaceva a terra e sopra di lei, in ginocchio, Michael Noname piangeva come un bambino implorando perdono.
Esausto e spossato dalla carica di emozione negativa misto all’amore provato per la vittima, si lasciò cadere indietro atterrando su una pozzanghera di acqua putrida. Con lo sguardo perso nel vuoto e la mano di Lorna Love ancora stretta nella propria, attendeva l’arrivo della polizia bagnato dalla pioggia.
 
THE MAN WHO MURDERED LOVE
 
Scortato da due volanti, Michael Noname arrivò alla centrale di polizia con gli occhi sbarrati, le labbra violacee e stringeva ancora tra le mani il fazzoletto della bella e defunta Ballerina del venerdì sera.
Il Tenente "Mac" apprendendo della prematura morte della famosa Lorna Love entrò nell’ufficio sbattendo la porta con prepotenza, afferrò Noname per il collo della camicia avvicinandogli il viso al suo e gli gridò dritto in faccia "Farabutto, vuoi farmi credere di averla uccisa per amore?!?" e poi lo lasciò cadere indietro sulla sedia…
 
FIRENZE – Qualche giorno fa 
Dieci….nove….otto…
Siamo l’uno davanti all’altro, la musica si blocca e il disco diventa un loop di emozioni instabili trascinate con forza. Sento nuovamente di non potercela fare, di dover fuggire da ciò che non provo e che non voglio sforzarmi di sentire ad ogni costo. Ho paura di commettere uno sbaglio ma so di non amare.
Il suo corpo caldo è stretto al mio ed io lascio che tutte le emozioni fluiscano fuori di me. Mi abbandono ad un pianto convulso senza neanche sentire il piacere.  Vorrei non dover scegliere ancora. Vorrei fosse tutto più facile.
 
Sette…sei….cinque…
I giorni successivi i pensieri si accavallano con forza, cerco di distrarmi tra lavoro ed uscite ma sono sopraffato dai dubbi e non dalle emozioni.
Rovisto instancabile tra i ricordi per trovare quella sensazione di amore così lontana da me per capire e scegliere. Ripercorro a ritroso il passato per scovare  quella risposta che non riesco a trovare nel presente così, stremato – un giorno decido di poter restare, ma ritratto il seguente ammettendo a me stesso che è il momento di andare oltre.
So cos’è l’amore. Ho ancora il ricordo fievole di quelle emozioni agrodolci che ti travolgono, che ti fanno toccare le stelle e ti trascinano infondo al precipizio quando tutto inizia a crollare. Non sento il batticuore, nè le farfalle nello stomaco, non sento più il desiderio di cantilenare "Will You Still Love Me Tomorrow" crogiuolandomi in una risposta che non ho bisogno di sentire.
 
Sono affamato di nuove emozioni. Cerco l’amore ma bramo e desidero l’avventura per appagare il mio ego. Mi sento un mostro. Le spiegazioni meticolose non sembrano esaurienti e il tira-e-molla è estenuante ed inutile. Io ripeto dubbi e incertezze come una  Ave Maria, lui ripete che c’è ancora un bagliore per noi in questo terribile buio.
 
Qualche giorno più tardi scelgo sommarimante di dare un addio affrettato. Spingo le parole fuori dalla bocca e BANG, ho ucciso l’amore. 
 
Quattro…tre..due…
Le coperte mi avvolgono…
Arrivo al solito parcheggio, salgo nell’auto.
Sono intimidito ma non spaventato. Sorrido e afferro la sua mano. La stringo perchè sento che è stato solo il passato a dividerci. Mi avvicino, lo guardo negli occhi e osservo il suo sorriso (che è sempre lo stesso). Questa volta non mi fermo, non voglio perdere di nuovo e avvicino le mie labbra a le sue per dargli quel bacio che non avevo avuto il coraggio di dare.  Non ho più paura e mi aggrappo instancabile al rimpianto di un’emozione teorica che non voglio abbandonare…
Suona la sveglia. E stato solo un sogno.
 
Uno…
Io e Marty siamo davanti ad una tazza di caldo cappuccino. Parliamo come sempre e preso da un vortice di estanuanti parole trangugio i pasticcini che, per quanto dolci, lasciano l’amaro in bocca a causa di quel senso d’insoddisfazione che mi avvolge con prepotenza.
TOKYO 2025
Il telefono squilla prepotente. L’insistente trillo invade lo studio di Moda "Fashionism" e Akiko, la giovane segretaria, corre frettolosa per alzare la cornetta e non perdere l’ennesima telefonata della mattinata. Rei, si prepara il solito cappuccino caldo prima di iniziare a fotocopiare la pila di immagini che trattiene a fatica sottobraccio.
 
Sono le dieci spaccate e la grande porta a vetri di cristallo si apre puntuale come ogni mattina, è lui, il capo. Tutti si immobilizzano e accennano un reverenziale inchino come cenno di saluto.
Lui con quell’aria prepotente, eternamente solo, lo sguardo gelido di un ex-artista sognatore diventato un semplice esecutore disincantato con indosso capi troppo firmati quasi da diventare anonimi, freddo di emozioni, privo di sogni e cinicamente crudele non ha mai capito tutti quei convenevoli nipponici. Posa la sua borsasull’enorme tavolo bianco dello studio. Akiko lo segue con passi silenziosi e prima che lui possa sedersi bussa alla porta per ricordagli il colloquio delle dieci e trenta. 
 
Annuisce e tutto piomba nuovamente nel solito silenzio muto fatto di piccoli rumori delle fotocopiatrice che stampa, il fruscio delle pagine sfogliate e un mucchio di parole segrete bisgliate da un’orecchio all’altro.
Ticchettare le dita nervosamente sul tavolo è tutto quello che riesce a fare da quando ha smesso di parlare di se, da quando è diventato l’ombra di se stesso, da quando la solutidine che ha prepotentemente voluto lo fa sentire terribilmente desolato. Gira con abiti firmati, partecipa a feste d’elite e i suoi lavori sono un seccesso dopo l’altro ma niente di tutto ciò gli regala la serenità che avrebbe avuto se avesse ricominciato ad Amare.
 
Squilla il telefono, dall’altro capo c’è Akiko che dice "Signor Moricci, una telefonata dall’Italia per lei".
 
BACK IN THE DAYS
I giorni restanti divisi tra lavori, acquisti, giri in centro, cenette e cinema sono volati in fretta.
Gli impegni si accavallano tra loro ed io non riesco a rifiutare neanche uno dei lavoretti che mi si presentano perchè vorrei tornare a New York a Primavera. Intanto con Virginia ci diamo molto da fare per organizzare il look della festa 80s e così in giro per negozi cerchiamo di fare economia e acquistare le cose più essenziali.
 
Tra una telefonata e l’altra noi Fashionisti cerchiamo di organizzare anche il look che indosseremo per la serata. A dire il vero io ho pochi dubbi su cosa indosserò visto che metà del mio guardaroba è già a tema. Infatti mentre Virgy fa acquisti al centro commerciale, Daria corre a comprare la stoffa per la sua mise, Dany e Ele rovistano tra gli abiti vecchi di famiglia e Marty sceglie il look più adatto attingendo dal suo guardaroba e tagliando Jeans per farne hot-pants, io corro in cerca di Scaldamuscoli o qualcosa del genere.
 
Il venerdì di Halloween io mi sento un pò Moody perchè ripenso all’anno scorso, all’update della notte delle streghe dove ammettevo di "amare troppe cose". Io e Virgy ci accodiamo agli amici della Daria per andare all’Antella un circolo-discoteca oltraggioso ai limiti del terribile dove balleremo fino a mattina musica anni 90. Ero alle medie e i ricordi non esitano ad affiorare, ma io ballo instancabilmente.
 
Il giorno successivo la sveglia suona presto. Io e Virgy ci apprestiamo ad addobbare il locale per la festa. Il look non è come lo avremmo voluto ma dopo otto ore siamo esausti e corriamo a casa per mangiare e per fare il doveroso re-styling. Alle 23.00 ci siamo tutti o quasi.
Siamo pronti per ballare e farci scattare qualche foto visto che eravamo gli unici addobbati come alberi di Natale. Il Premio va però a Daniele che si è conciato come Ken. Entusiasta! Amo lui per avermi stra-superato ed Ele per esser stata tanto audace.
 
Alla festa ci sono anche Gio e i suoi amici. Ballonziamo a lungo, poi usciamo per quattro chiacchere e le sue 3 bevute e qualcsoa e la mia "Brillitudine" ci fanno infrascare per una sexy jam session "en plein aire". Più tardi facciamo capolino dalla piantagione e un buttafuori esita a sgridarci afferrando il concetto "2-gay-guys-tra-le-frasche".
 
Abbandono V in compagnia del "suo" Boy-toy e Daria ai suoi amici e torno a casa con Gio e i suoi amici…
 
(le foto saranno postate a breve intanto da un occhio a quelle presenti su FACEBOOK cliccando qui e qui.)
 
 
 ON AIR: "Where I Stood" by Missy Higgings

7 pensieri su “Hangman/Victim: A Noir Love Story Told By Times

  1. Mi è piaciuto molto questo post intervallato da questi racconti brevi.
    Dov\’è il limite autobiografico nei racconti?quanto l\’immaginazione contamina e devia la nostra realtà, facendoci perdere la cognizione di ciò che è reale oppure no?
    Oddio, mi sono persa nei flussi dei miei pensieri.
    Immagino che ogni tanto capiti anche a te.
    Non ho più nulla da dire, se non, BRAVO!
    T\’abbraccio

     

  2. Quanta amarezza e quanto disincanto. Mastico anche io qualcosa di dolce ma a stento ne sento il sapore, surclassato dal senso di insoddisfazione.
    Nella mia testa riesco a visualizzare i tre colpi che hai vissuto.
    Il primo sparo, al cuore, nel passato. La ferita è ancora lì che sanguna..
    Il secondo sparo, all\’altro, che continua ad arrancare anche se insanguinato, avvalendosi della sola speranza..
    Il terzo sparo è quello che più temi, quello che ti renderà solo..
     
    Ti sei costruito uno scudo in questi anni, usalo per difenderti non per isolarti. Usalo per essere più forte non per illuderti.
     
    Un bacio Mik.. 

  3. Non vi sbagliate affatto. Autobiografico in tutto per tutto, un\’ alter-storia che ho usato per raccontarne una che non fosse solo mia ma che si dipanasse nel tempo come per segnare tre stutus-living che mi appartengono.In effetti la mia realtà è sempre filtrata attraverso l\’immaginazione, ma se smettessi di sognare non potrei diventare cioè che vorrei.Mastichiamo Tito. Mastichiamo. Ci renderà più forti e pronti alla battaglia.p.s= Grazie per il "Bravo" e gli Abbracci forti. hihihihiihhi ^_*

  4. Gulp…signor Moricci…(sai che mi sto chiedendo come funziona la cosa: una donna non sposata è "signorina" un uomo è sempre signore…mah….non è giusto!)Comunque stando seri…questo post è fantastico e io ti lovvo sempre di più…BaZini!

  5. hai ragione…ma per noi fottutissimi sognatori si realizzeranno mai i nostri sogni???certi momenti sono stanca di esserlo…ma e\’ una cosa ke nn si puo\’ cambiare anche se la realta\’ ti si sbatte in faccia facendo un male boia!!!
    cmq con sto cazzarola di facebook nn entravo piu\’ nel tuo meraviglioso blog(a parte nemmeno nel mio ahahahha)
    mega bacio sognatore….

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