Back Home: Along comes Fear….

Tornare a casa significa
davvero tante cose.

Significa
trovare uno striscione che ti fa sorridere perché dice “15 giorni ad Orbetello
ti sono piaciuti?” e ti ricordi di
quante persone sono rimaste qui ad aspettare
mentre eri lontano per così
poco tempo. Significa desiderare di vedere qualcuno,
che hai appena scoperto ma a cui già ti
sei inspiegabilmente affezionato
. Significa occupare nuovamente la tua camera, piena di te e ancora vuota per
i ricordi che dovrai conservarci in futuro. Significa scoprire di avere molto o
accettare di non avere proprio niente. Scendo
dall’aereo con il solo desiderio di comporre il numero di Alessio, che dall’altro
capo non risponde.
Leggo il messaggio di Martina e sorrido perché, in
quello striscione, ci sono racchiuse molte più parole di quante ne avrebbe mai
potute contenere. Torno a casa e sento
che la mia anima è ancora in quelle quattro mura, piene di me e della mia
essenza. Scopro di avere molto e di aver ancora tanto da scoprire.

E
anche se trascorro il sabato sera in compagnia di Daniele,Claudia, Vanesa,
Alessandro e Claudio ho la testa altrove perché so, dove vorrei
essere adesso – mi domando se stia sbagliando…

Il tempo perduto la sera
del ritorno, lo recuperiamo la domenica pomeriggio; nonostante le paure bussino continuamente alla porta del mio cervello
pessimista
, mi convinco che il feeling non si è interrotto – indeciso gli consegno
il regalo che ho comprato per lui. Ci
vediamo furtivamente
anche il giorno successivo per poco tempo. Vorrei
averne di più.

Trascorro il primo maggio in
compagnia della mia famiglia e attendo due telefonate, quella di Daniele che mi
avvisa dei suoi piani pomeridiani e quella di Alessio che mi metta al corrente
della possibilità del nostro appuntamento serale;
Entrambi saltano e trascorro gran parte
della giornata a casa. Mi convinco di
averne avuto bisogno, ma ho mentito.

Mercoledì mattina incontro Marty, dopo due lunghe weeks e mi
aggiorna sulla vita lavorativa, sui numerosi colloqui sostenuti senza alcun
brillante risultato e ci vuole poco perché debba nuovamente fronteggiare il
problema lavoro che avevo dimenticato in viaggio. Sono terrorizzato perché non so cosa farò per racimolare pochi soldi
per assicurarmi almeno una vacanza estiva se non un duraturo lavoro.
La
sera andiamo al Keller Platz (Prato)
per ascoltare dei gruppi nuovi, alla fine non riesco ad ascoltare l’unico che
avrei desiderato, ma sono stanco e un po’
demoralizzato
.

Poco
più tardi di mezza notte, Irene mi chiama dicendo di aver bisogno di
parlare con qualcuno, mi racconta della sua storia “clandestina” nata in poche
settimane, è spaventata, è razionale e non vorrebbe dovergli già dire addio
così presto – ma lui partirà in due settimane. Mi chiede di ciò che succede a me, come sempre tento di raccontare
la migliore versione dei fatti con sommarie frasi:
Ci siamo visti solo 5 volte. Ci
andiamo piano. Siamo entrambi molto timidi. Devo fare io i grandi passi. Vorrei
di più ma temo…un sacco di cose.

Le sue parole mi riassicurano e cerco di scacciar via i cattivi
pensieri, ma tornano poche ore dopo, il mattino seguente
e…..non so cosa sia giusto fare. Sono capace di
correre una corsa solitaria senza sapere cosa troverò alla fine del mio
cammino?
Pretendo troppo in così poco tempo? Forse ho solo troppa paura….

VIDEO ON- AIR : "Ice Cream" by Sarah McLachlan
ps= Vale, il video di Tori Amos era " A Sort a Fairytale" dall’album "The Scarlett Walk"

8 pensieri su “Back Home: Along comes Fear….

  1. MIky Miky…secondo me non pretendi troppo, ma vorresti solo essere al corrente se entrambi ci siete ini questo rapporto oppure no. Le sue non son pretese, ma giuste domande che prima o poi dovrai porre. Non aver paura della risposta. Un bacio e grazie ancora del cappellino—->appena torna il sole lo metto!!!Marty

  2. Non so se lasciare un C.C. [CommentoConsiglio] o dedicare questo commento allo sdegno per non aver ricevuto nemmeno un VirtualPresent!!?? Deglutisco lo sdegno e procedo per la retta via. Miki… Sarò anche cinico, poco sensibile o semplicemente non al corrente di tutti gli elementi, ma a me questo Alessio non convince! La passione, il feeling, il piacere di stare insieme sono sensazioni che non hanno bisogno di essere confermate da domande e da eventuali risposte. LE SENTI SULLA PELLE. Allora mi chiedo se tu non stia veramente correndo una maratona da solo cercando di arrivare ad un traguardo che non esiste, una maratona immaginaria, corsa con le scarpette di cristallo.. Sei sicuro che il Principe Fucsia ti stia dietro? Perchè, se non fosse così, tutto ciò potrebbe farti male! Chiedi ad una ragazza qualsiasi di correre a più non posso con dei tacchi di cristallo, capitombolerebbe dopo tre metri! Naturalmente per me vige sempre la regola del mai dire mai! Magari non te non lo vedi ma lui è già al traguardo.. Chi lo sa? Indi io ti consiglio di perseverare ma allo stesso tempo di stare moooolto attento e di metterci un pò di razionalità in quello che fai.. per quanto essa sia utilizzabile nei rapporti interpersonali!
    Adesso ti saluto dall\’alto del mio 1e90 e di tutta la mia saggezza spicciola adolescenziale!!

  3. Mmm…che gravezza…Della serie "ben tornata giuoia di vivere". A parte ciò le foto sono gnocche. Ma la tua in lingerie e vello nn si può proprio definire "entusiasmante"…Cmq complimenti: sei un fidelino! Dì la verità: hai incontrato Nicole Richie a NY ?!? Adieu. Charlie

  4. Ma come osi CHARLIE!?!?! Sono venuto proprio bene in quella foto…e poi perchè soffermarti su quella se non ti è piaciuta….dovremmo fare i conti io e te! Rieccoci con questa "Giuoia di VIVERE" – diciamo chiaramente che oscurato da del brutale cinismo, non hai letto con l\’adeguata Verve le mie avventure Statunitensi ed adesso riprendi al balzo l\’opportunità di non apprezzare neanche questo riflessivo POST! Folle…e poi che signifca FIDELINO?Grazie per i consigli a Marty e Tito….cercherò di farne tesoro….CIAUZ^_*

  5. Hihi…fidelino=personalino…Dai va che apprezzo sempre quello che posti altrimenti nn lascerei messaggi. Buon weekend e in bocca al lupo per la tua liaison!
     

  6. Io, quando ho paura, finisco quasi sempre per sentire una canzone dei Marlene Kuntz.
    Recita "Ci sono giorni che vivere una merda/che vada a fuoco poi, è pur sempre una scoperta"…
    A fior di pelle è una traccia rabbiosa. Avrà davvero poco a che fare con la calda speranza della Amos (con video stupendissimo e ancor più stupendissimo Brody), con certe immobilità quasi idiomatiche, così stratitificate da sembrare essenziali ai nostri cervelli… ma abbiamo pur bisogno di rabbia per tranciare gli indugi…
    Aelita
    all\’acme suo periodo fatalista
    ps: BEN TORNATO!
     

  7. beh,saggio Tito…fa pensare!
    comunquue…sei troppo stiloso!!!e le foto fantastiche!!(sei diventato troppo bellino,vedi che sono serviti i mesi di sofferenza!ora ti spogli con orgoglio!^_*)
    bene,io mi preparo per il parrucchiere e leggo del tuo ritorno,come sempre pieno di conflitti interiori….
    …un bacio!

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