THE MOUNTAIN + To VENICE & Back

Per una lettura scorrevole e per
coloro che non hanno ne tempo, ne voglia di leggersi tutto lo sproloquio vi
consiglio di concentrarvi sulle parti evidenziate a colori o in neretto.^_*

THE MOUNTAIN
Domenica sera, siamo
partiti alla volta dell’Abetone per trascorrere serenamente la notte della
vigilia e il giorno di natale sulla neve. Io e Dany, ci siamo presentati quasi
in orario a Firenze e dopo la tappa da McDonald (il famoso spaccafegato),
insieme a Fabrizio e Silvia ci siamo incamminati.

2
ore e mezza più tardi, eravamo ancora in viaggio senza sapere quale strada
imboccare perché avevamo oltrepassato un sacco di cose – compreso l’Abetone – e
ci saremmo ritrovati al minuscolo e gelido HOTEL VALLEVERDE di Modena.

Quando siamo giunti alla
meta, l’orologio batteva le 22 inoltrate e dopo la lunga sessione di domande
rivolte alla cordiale receptionist, ci siamo suddivisi i letti –
ovviamente letto matrimoniale a Silvia e Fabry e letto a
castello per me e Dany.

Nonostante temessi che
il lettuccio di Daniele mi piombasse addosso nel bel mezzo della notte
stroncandomi da capo a piedi, ho dovuto concedergli l’upper place perché io
peso ancora 7 kg
più di lui. Le ore trascorse prima del grande sonno (e del grande freddo) sono
state riempite da doccia, prova di tuta
da sci
Frociana e da una cavolata dopo l’altra, ipotizzando:
        
regali per l’ex-proff simil-sudicione di Dany e Silvia.
        
morti cruente e battaglie con affilati
alberi/cazzi/coltelli.

        
guerra di rutti e scorregge.
(capitanata da Fabry Fibra)

Esausti
per il repertorio di stronzate sono tutti caduti nel sonno, mentre io mi
accontentavo del dormiveglia a causa delle danze repentine di Dany al piano di
sopra e del tormentoso respiro di Mr.Fibra.

Il giorno seguente,
abbiamo presenziato all’ iperattiva sveglia di Fabry
Fibra che mostrando falso imbarazzo gironzolava per camera gridando con intercalare coloriti
misto-bestemmia/parolacce
 
hei miknia svegliatevi, svegliatevi cazzo…oh, no, ho l’alza bandiera minkia mi vergogno cioè” – ci saremmo tutti evitati lo
spettacolo, se avesse permesso anche a noi di svegliarci con i nostri tempi.

La
receptionist ci ha consigliato il Monte Cimone e così ci siamo diretti lassù. Abbiamo
affittato 15€ di accessori da neve presso un negozietto mandato avanti da un
cordiale vecchio e da un tipo simile a quello dei THE CALLING……(è ho detto
tutto!) – nonostante l’iniziale indecisione ho scelto di tentare e così anche
io ho noleggiato lo snow-board.

Ho
collezionato numerosi insuccessi
durante tutta la mattinata, rotolando
giù dalla pista blu (per principianti) e dalla pista rossa (media bravura)  – sentendomi ancora una volta
il solito non-sportivo
incapace
e non sentendo più arti e culo. Ho
scivolato per la vetta innevata  col
culo, con la schiena, coi ginocchi tranne che con quella
tavolozza dimmerda!
Dany, Silvia e Fabry se
la sono cavata davvero bene tutto il tempo a parte qualche ruzzolo e botta
mortale – hanno cercato inutilmente di aiutarmi e per quanto cercassi di non
demordere sono arrivato ad ora di pranzo totalmente esausto.
Nel pomeriggio mi sono
goduto il sole (senza riuscire a prenderlo) e la vista interessante dei
presenti sulla pista….e mentre Fabry continuava imperterrito a “solcare” la
neve munito di snowboard, Daniele si è preso un break.

Quando
il sole era scomparso e il gelo si faceva sentire, abbiamo abbandonato e
montati in auto ci siamo dedicati all’ascolto di un revival di musica italiana
anni ’70 e qualche inevitabile successo…
per la prima volta
qualcuno ha cantato a squarcia gola “I Will Always Love You” e non ero io!
Uffi! —-più tardi abbiamo affrontato il Rap-all’italiana
della Milano-odierna.
(guarda
le splendide foto!!!).
Appena
tornato, ho fatto la doccia e sono andato alla cena di Enrico e quando sono
arrivato, ho visto che c’erano un trilione di persone che non conoscevo, con
molto imbarazzo (dissipato pochi minuti dopo) ho affrontato la serata e sono
stato bene.

To Venice
& Back

Il
giorno seguente, sveglia alle 8.00 per andare a pranzo da mio fratello a
Siena. Super
stanco e super ripieno di cibarie varie sono stato rincoglionito tutto il
giorno…..poi la sera mi chiama Ste, per
chiedermi se mi va un day-trip a
Venezia e come rifiutare?

Ho
accettato l’invito di
Ste e Giusy e così siamo partiti per un viaggio lungo un
giorno verso Venezia, una delle numerose città Italiane che non ho mai
visto.    
Dopo averla idealizzata per lungo
tempo, ho dovuto analizzarla con occhi senza aspettative e mi è apparsa splendida,
piena di storia e fascino unico.
Le piccole e
sgarrupate “calle” di Venezia conservano tutta la loro storia e le tappe
principali sono state davvero convincenti; dal ponte di RIALTO (versione
veneziana del nostro PONTE VECCHIO) alla splendida PIAZZA S.MARCO gremita di
turisti e di insopportabili piccioni, dal suggestivo PONTE DEI SOSPIRI allo
splendido ed evocativo Museo Peggy Gugghenaim – nel quale io mi sono concesso
un solitario momento di riflessione e rinnovata emozione davanti agli splendidi
quadri di Mr.Pollock, Picasso, Klee, Mirò e altri interessanti artisti.

Entrato
in contatto con emozioni sconosciute mi sarei abbandonato al pianto, in un
posto affollato di attenti osservatori, 
per essermi perso nel mondo dei comuni.

Abbiamo
faticosamente tentato di fare un pranzo economico al McDonald (che a Venezia
costa ben 7€) e abbiamo combattuto violentemente per trovare e conservare un
tavolino al quale sederci. Più tardi, abbiamo
continuato il faticoso viaggio per le viuzzole veneziane fino a sera, quando il
sole ha smesso di battere sulla laguna e il freddo, il vento ghiaccio e la
nebbia si sono posate su una nuova notte nella città romantica.

Occupati
i nostri sedili sul treno, abbiamo cercato di riposare un po’, ma presto il
bagno rotto della nostra carrozza ha fatto imbestialire un viaggiatore che si è
accanito sulla controllora, che
munita di imbarazzante flemma, caschetto lungo nero & frangia, baffo ispido
e occhi a pesce lesso si è meritata 
il  mio ri-battesimo sotto il nome
di mefista.
Il tipo l’accusava di averlo aggredito con la risposta “ci
sono tanti bagni sul treno” e così siamo arrivati ad un’incandescente
battibecco che ci ha fatto sbellicare a dismisura.

(guardate le foto!!)

6 pensieri su “THE MOUNTAIN + To VENICE & Back

  1.  
    Sei adorabile come sempre Mickyyyyy!!!!!!
    Mi hai scovato, eh?
    Contavo i giorni…
     
    Sempre con il tuo solito esilarante modo di raccontare anche le minchiate più incredibili.
    Ma chi ti ferma a te.
    Meriteresti un posto in prima fila sulla carta stampata. Giuro.
     
    Hei, non sono più aggiornata.
    Ancora single? O forse no?
    Dai aggiungimi ai contatti.
    Il mio account nuovo lo trovi sul mio blog.
     
    Bacio uomo dalle mille risorse.
     

  2. CiaoMik! Ricambio il tuo saluto sul mio blog e ti faccio per primo nel 2007, qui, gli auguri per un nuovo anno felice quanto lo è stato quest\’ultimo x me.
    Baci, Aeroplanino

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