IN YOUR EYES

IN YOUR EYES

Scendo.

Il sole picchia in alto nel cielo, picchia forte sul cemento accaldato della città e picchia ancora più infuocato sulla mia pelle marmorea. Mi guardo attorno, l’intera città vive. Stranieri percorrono quelle strade infuocate per la prima volta e  passano distrattamente oltre luoghi, cose o persone che io, adoro osservare ed ascoltare ogni giorno. Il modo in cui la chiesa squarcia – con i suoi rintocchi assenti – il cielo azzurro inondato da severe nuvole bianche e nere, le persone immobili che attendono la loro corsa e quell’estenuante rumore di vita che ti avvolge come un padre premuroso, avvolge il proprio figlio tra le sue forti braccia.

Percorro quella strada ancora una volta e attraverso il mercato, osservando i forti colori dell’estate che si mischiano prepotentemente sulle prolifiche bancarelle di cibarie ed inutilità. Questa volta sono io ad esser distratto perché so già, dove il mio coniglio bianco, ma invisibile, mi sta guidando.

 

Varco la porta e l’odore stantio di carta consumata e incartapecorita dalla storia, dalle esperienze e dal tempo raggiunge, vorticosamente, il mio naso. Mi fermo. Resto immobile e colgo l’occasione per accettare di buon grado il benvenuto dei libri e di guardali attentamente, come per offrire loro cortesia e salutarli meticolosamente tutti. Vedo i classici invecchiati, guardo dritto verso le prime edizioni in pessime condizioni, cammino verso di loro e decido di far scivolare le mie dita su di essi  portando via – da loro – la polvere, e anche se solo una piccola parte, tornano a splendere come gli occhi di un bimbo che osserva esterrefatto, il suo eroe, volare sopra di se.

 

Un enorme contenitore rettangolare, al centro del negozio, contiene vecchi libri usati.

 

Come un orologio, inesorabile, le mie dite scorrono sui libri, tanto armoniosamente da sembrare impegnato a suonare della musica su di un pianoforte. Ma ecco ciò che cercavo.

Oltre sei file di libri, eccoti, che stai per afferrare l’unica copia usata rimasta de “Il Giovane Holden”. Esito e tu esiti. Alzo lo sguardo e i nostri occhi si incontrano e si scontrano. Io, esitante, mordo il mio labbro inferiore per trattenere il sorriso – accennandolo appena – tu, invece, con ostentata sicurezza colmi l’universale silenzio che ha invaso il negozio con una risata taciturna ma esplicativa.

Ti osservo, non posso non guardarti. I tuoi occhi, neri come la pece, penetrano le stanze più segrete della mia anima e non riesco a trattenere il respiro intrappolato nei polmoni. Ho ancora il dito immobile sul libro, i piedi ben saldi a terra e lo sguardo investigativo su di te che, altrettanto immobile ed ancora sorridente, mi studi.

Cerchi di capire la mia mossa successiva, mentre io, continuo ad analizzare i tuoi capelli, la tua t-shirt slavata e quel poco dei tuoi jeans usurati che riesco a vedere, di là dal grande contenitore.

I nostri respiri parlano come parole gridate a squarciagola, ma rompi il silenzio dicendo “prendilo tu” ed io ricambio con “no, dai, fa niente… prendilo tu” – ancora uno scambio di sorrisi, poi vedo la tua mano destra scomparire nella tasca dei tuoi pantaloni e afferri una penna; volti lentamente la mia mano, ancora ferma sulla costola del libro, e la apri sul palmo.

“Che imbarazzo” penso “è sudacchiata”. Stappi la tua biro con i denti, mentre mantieni la mia mano e con l’altra ti appresti a scrivere il tuo numero di telefono. Sorridi e senza esitazione, dici “Tu lo compri, lo leggi e quando lo hai finito mi chiami….”. Con passo spedito esci dal negozio. Io osservo i numeri scritti sul palmo della mia mano. Ti guardo uscire e tu fuori dal negozio, ti volti, guardi ancora verso di me e sorridi.

Io afferro il libro, lo pago frettolosamente e corro fuori. Tu non c’eri più. Ma ho il tuo numero.

 

foto di StreetDog

canzone di Peter Gabriel – "In Your Eyes"

P.S= le parole riportate qua sopra sono un’opera di fantasia. Sarebbe bello fosse accaduto davero.^_*

Un pensiero su “IN YOUR EYES

  1. ecco uffi, io ci speravo che fosse vero, per un po ci speravo…ma è davvero così impossibile?davvero queste cose accadono solo nei film?..posso continuare a sognare che succedano anche nella realtà?…buona domenica mik!!!
    un bacio

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