Good Mother – L’ascoltatrice.

GOOD MOTHER

 

Questa vita caotica ti fa scontrare con persone che non brillano di luce propria o semplicemente con altre, tanto indecise quanto lo sei tu. Nella mia breve esistenza ho collezionato innumerevoli storie, non d’amore, non quelle lette sui libri, ma quelle di persone come me che sentivano la necessità di liberarle e raccontarle a qualcuno – io ero lì; Silenziosamente disposto ad ascoltare, ascoltare e ascoltare le loro interminabili ore di chicchere e loro logorroicamente, dall’altra parte, solo intenzionati a liberare se stessi e a non riempirsi di me.

Con l’andare del tempo, capivo che loro non mi ascoltavano come io ascoltavo loro, non perché la mia travagliata esistenza fosse meno interessante, ma semplicemente perché in quel dato momento avevano qualcosa – che li riguardava – più importante, alla quale pensare, perché quello che avevo da dire era troppo profondo perché lo potessero comprendere senza alcuno sforzo. Ho ascoltato disinteressati amici raccontarmi delle loro infatuazioni e ho perso tempo dispensando consigli, ho ascoltato adolescenti alle prese con il sesso e le cottarelle per il ragazzo più bello della scuola, ho ascoltato controversi racconti sessuali di adulti ed ho ascoltato tutte le loro menzogne, quelle che ognuno di loro si racconta e racconta per costruirsi una desiderabile maschera agli occhi degli altri.

Solo più tardi ho taciuto il mio desiderio di parlare, mistificandolo sulle pagine di un diario, di questo blog o tra le immagini grafiche e pittoriche, per far sì che solo coloro che avrebbero avuto veramente il desiderio di scoprirmi, potessero farlo.

Quando i silenzi sono diventati pesanti, tanto quanto quelli accumulatisi dalla storie altrui, ho capito di non poter tacere in eterno e di dover liberare la mia anima, e se qualche volta la musica copre il mio pianto convulso mentre stringo forte sulla faccia un cuscino, altre, le parole arrivano agli orecchi di colei che ho sempre chiamato mamma.

 

La ragazzina che nel centro di Firenze si fingeva inglese – abbozzando parole sconosciute, quella che appena adolescente prendeva 8 autobus al giorno per andare a lavoro, la ragazzina che ha la mente affollata di ricordi e di incertezze – diventata una donna che impara ad amare ed amava leggere, la stessa che ha perduto il suo abito da sposa e che ormai adulta e gelida, combatteva contro una figlia che non era esattamente ordinaria. Una ordinarietà mancata successivamente, creatrice di scontri e verità brutalmente schiacciate sul volto, una sicurezza ostentata che nascondeva una terribile paura. La stessa che con occhi disincantati mi guardava crescere e taceva la mia essenza. La stessa che leggeva per me i libri di scuola, la stessa che piangeva al suono delle mie parole crude e violente, quella che oggi mi ama e mi teme.

 

Condivisione. Ascolto. Silenzio. Scontro. Corrispondenze.

 

Pur essendo troppo spaventata da guardare la realtà direttamente in faccia, non ha scelto se stessa abbandonando me ovunque potesse, non ha scelto se abbandonando gli altri. Niente elogi dietro queste parole ma solo un oggettivo sguardo e ode alla mia personale ascoltatrice. Quella che mi ha tradito e si è tradita, ma ha ripreso – sempre – il suo posto. 

7 pensieri su “Good Mother – L’ascoltatrice.

  1. Beh anche tu non scherzi, eh!
    Hai fatto bei viaggi: hai oltrepassato l\’Atlantico e raggiunto la Scandinavia… Tranquillo ci sto lavorando, eh!eh! Ho in mente un Santiago Del Chile – Terra del Fuoco… devo solo trovare la giusta compagnia.
    Io preferisco la bici alla moto… troppo rumorosa! Finirebbe col creare un muro tra me e il viaggio… mi sembrerebbe di stare sul motorino per andare a scuola o a comprare il latte, mi capisci? Avrei lo stesso rumore nelle orecchie, lo stesso odore nel naso… no! E poi corre troppo… in un ora finisci col fare anche 80-100 km…e che ti resta di quei 100 km? Tante strisce verdi ai lati del casco… tante foto a bassissima risoluzione, distratte e fugaci, di un paesaggio che non si puo cogliere in quel modo!
    E invece la bici? Ti guadagni ogni kilometro, sentendolo davvero tuo, assaporandolo. Riuscendo a cogliere il viaggio come una serie di foto a 7MB o, meglio, come una galleria del Louvre. E alla fine di un\’intensa giornata avrai fatto solo 100km (se va bene), ma non devi nulla a nessun motore…se non il "primo mobile" di Dante, se ci credi, che "tutto move" e ti ha fatto arrivare sano e salvo a fine giornata!
    No, grazie, mi tengo la mia scomoda e lenta bici!

  2. HEY GRAZIE FRATELLO DEL TUO COMMENTOMI FA IMMENSAMENTE PiACERE SAPERE CHE APREZZI MOLTO SIX FEET UNDERSAI IO HO SCARICATO TUTTE LE PUNTATE PECCATO CHE QUI IN ITALIA SI SON FERMATI CON LA PROGRAMMAZIONE…OK STAREMO A VEDERE TI ASPETTO IN MSN OK IL CONTATTO è natefisher@virgilio.it

  3. ciao miky, come sempre mi piace tantissimo leggerti…la mamma…mmmh,per me in questo periodo è una creatura deciamente distante, bugiarda. Lei è come una ragazza, comodo perchè ho la massima libertà, ma brutto perchè è come non avere una mamma…non so, per ora mi sento di ringraziara semplicemante per avermi cresciuta e magari ascoltata finche aveveo 14 anni più o meno…ora siamo due mondi a parte…distanti davvero tanto…
    un bacio mik🙂

  4. Grazie della tua visita Micky, e felice che la leggenda della creazione del deserto  ti sia piaciuta.
     
    Per la musica, beh, ho come tutti il media player ma è messo invisibile e per avere una playlist c\’è un piccolo procedimento con un codice html da salvare in formato MP3.. azz lo sapevo che ci ricadevo .. a rileggermi sembra che sto parlando un\’altra lingua…
    Comunque trovi il mio contatto sulla home page: se vuoi aggiungimi in messenger o mandami la tua e-mail che ti spiego meglio.
     
    Ciao
    Ross 

  5. Questi post sono magici, hanno il potere di incantarmi nella lettura. E sì che io di cose ne leggo molte e le più diverse. Ma ciò che mi attrae è l\’alone di mistero che aleggia sempre nelle tue parole……

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