The Cuba Trip

The CUBA TRIP Experience – You Gotta Be Kidding Me.

 

 

                         

Eccomi tornato dal viaggio Cubano. Il trauma volo si è dissipato ben presto, quando mi sono reso conto di quanta povertà aleggiava intorno a me, mentre passeggiavo per la città dell’ Havana. – A dire il vero, non sapevo neanche si trattasse di un paese del terzo mondo, ma non ho tardato a capirlo. Munito di un valigione rimpizzato di vestiti e ricambi a causa del caldo soffocante, ho affrontato questo LOSTiano viaggio sapendo che, per me, avrebbe rappresentato una vera prova di sopravvivenza per misurarmi con una nuova cultura, lontana dai paesi che fino adesso avevo visitato (e dal mio), una scommessa con me stesso ed un modo per conoscere gente nuova.

Le città, per quanto fatiscenti, racchiudono in se i colori e l’anima viva di un popolo povero ma ricco di speranza. L’itinerario comprendeva mete interessanti ed un programma pieno di visite a rivoluzionari luoghi culto. Partendo dall’Havana siamo passati a Pinar Del Rio, Vinales, Soroa, Santa Clara, Trinidad e con fermate a Cayo Levisa e Playa Ancon.

Il paese rosso ci ha guidato alla scoperta di storia, natura e cultura monotematicamente legata alla leggendaria figura del Che – abbiamo visitato la casa del pittore cubano Pedro Oses, conosciuto per le sue visionarie illustrazioni su tela con i vividi colori della terra natia – raccogliendo consensi della critica per la qualità unica delle tonalità del verde e Il murale della preistoria, realizzato da un abile studente di Diego Riviera, marito di Ms. Frida Kalho.

Tra uno spostamento e l’altro non ci siamo lasciati scappare l’occasione di regalare oggetti utili alle persone del posto (io ho regalato un top che, Roberta, mi ha cortesemente dato) e di cenare in alcuni dei luoghi più belli presenti sul territorio, primo fra tutti la “BOTEGUITA DEL MEDIO” resa famosa da Hemingway e metà di turisti e personaggi famosi.

E’ stato importante entrare in contatto con le persone del posto, che ci hanno accolto a braccia aperte e dato ciò che di meglio avevano da offrire. Inevitabile però, che durante la permanenza di 15 giorni, le disavventure capitassero – per questo siamo stati i più sfortunati con la nostra Casa Particular ( Bed & Breakfast) a Trinidad. Alloggiati in un tugurio con l’odor di uova marce.

Indimenticabile la partecipazione, come delegati AMICI DI CUBA, al Primero de Mayo – dove abbiamo udito l’enciclopedico monologo di Fidel (durato 4 h) che metteva al corrente, il popolo Cubano, delle modifiche apportate e delle future da apportare – con un’offerta speciale – 63 nuovi gusti di cioccolata disponibili nel corso dell’anno.

Gli hotel sgarrupati diventavano la nostra fortezza notturna e non rinunciavo mai a farmi una sana cantata per ristabilire il mio equilibrio Parisiano, durante la pausa doccia pre-serale. Immersione totale, anche nella musica latino-americana e qualche tentativo di danza in pieno stile cubano – senza ottenere buoni risultati. Impossibile non ascoltare buona musica acusticamente live in giro per il paese, con gruppi composti da abili musicisti come nella piazza delle scalinate di Trinidad dove, quando il sole inizia a scendere e il vento si alza prepotente, le note invadono la città.

Questo viaggio è stata un’avventura divertente e coinvolgente anche grazie alla presenza di Daniele, soprannominato Infelicity, per i suoi continui sbalzi d’umore che solitamente  caratterizzano me, in viaggio.

E’ stato grandioso conoscere persone come Paolo, Roberta, Sandro e Elena ( ma anche tutti gli altri) con i quali abbiamo trascorso molto tempo. Io, per loro, ero lo stilista ufficiale del viaggio, sempre rivestito –  come non accade neanche a Firenze. Loro divertenti, razionali e pieni di conoscenza. Li ho totalmente adorati.

Il momento più difficile è stato doverci salutare quando a me, Dani e Maria, mancavano ancora un sacco di ore prima della partenza. Stanchi ed esausti abbiamo salutato la nostra quindicinale “Famiglia in Travel”.

La mia scommessa l’ho vinta ancora una volta – dopo 10 lunghi anni, di astinenza marittima, ho deciso di lasciare che il mio corpo – fino ad oggi nascosto prepotentemente dal giudizio altrui, fosse bagnato dalle acqua oceaniche, che il sole bruciasse di nuovo su di me e scaldasse la mia anima, che la sabbia sfregasse sotto i miei piedi.

Libero di una catena e travolta dall’esperienza torno a casa con un nuovo bagaglio spoglio di vestiti e pieno di esperienza.

 

 

Prossimamente, verrà inaugurata nel comune di Campi Bisenzio una mostra artistico-fotografica di questa nostra esperienza Cubana, per documentare la vita e la nostra personale esperienza. Ovviamente, non mancherò di farvi avere maggiori indicazioni.

Intanto godetevi qualche foto ricordo scattate là.

Bacio a Tutti.

                             

6 pensieri su “The Cuba Trip

  1. wow, non sai che invidia…sembra un viaggio davvero fantastico…chissà,magari un giorno toccherà pure a me…
    un bacio

  2. Ciao a  tutti sono Infelicity e al momento sono a cazzeggiare in ufficio. Volevo fare un precisazione caro amico M.M. (come ami firmarti nelle tue interviste, ebbene si un po\’ te la tiri), cioè: da come hai descritto il viaggio sembra che tu sia stato la persona più felice del mondo mentre affrontavi quest\’avventura cubana. Ma voglio ricordarti che appena abbiamo messo piede nella\’afosa città della\’Havana hai iniziato a fare la lista delle comodità che ti mancavano e a fare il countdown sul rientro in Italy. Cmq volevo dire che il viaggio è piaciuto molto anche a me nonostante l\’infelicità è stata una vera esperienza dal momento che siamo entrati in stretto contatto con la realtà del luogo e non abbiamo fatto solamente il classico viaggio turistico. Ma onestamente non penso proprio che mi piacerebbe tornare. The first and the last…insomma!!! Vabbè ciao ciao

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