The Oppression Feeling

Questa mattina appena sveglio non era il caldo a darmi la sensazione che il respiro mi mancasse, ma qualcos’altro. Il caldo afoso fuori e la mancanza claustrofobica di aria nella mente, il bisogno di allontanarsi almeno per un giorno dai luoghi comuni è questo il sintomo del mio malessere di oggi. Ho bisogno di un sacco di cose! Mi fermo e rifletto e sento solo che il mio corpo è stanco e che avrebbe bisogno di riposare, le braccia pesano mortalmente,così come le gambe…sono quasi insopportabili, ma non ho bevuto. Non lo faccio mai. E’ solo l’oppressione di cose che affollano la mia mente e che vorrei si allontanassero da me per farmi credere per almeno un momento che non sta succedendo nient’altro che niente.

Afferro faticosamente i libri che dovrei studiare per l’esame, ma niente li poso nuovamente nel posto dove erano prima che li prendessi, scelgo svogliatamente gli abiti, che porterò per tutto il giorno, girellando e imponenedomi di studiare quelle fastidiose pagine di italiano. Vada per una t-shirt qualunque e un paio di jeans corti. Vada per il silenzio. Devo lavarmi e afferro un cd, qualcuno che vorrei sentire mentre lavo via lo sporco e i brutti pensieri dalla mia mente.

La vasca è bianca e riflette la luce proveniente da fuori dalla finestra. Sarà uno dispiacere macchiarla di color rosso, sarebbe un dispiacere imbrattarla di me, imbrattarla del mio odio di un solo giorno. Non posso. Apro l’acqua e intanto suona la musica che non vorrei ascoltare….e l’acqua suona più forte, più forte. Adesso siamo io l’acqua e la vasca bianca. Con fare disattento scorro i diti velocemente su quell’enorme quantità di bagnoschiuma. Ne voglio uno inodore. Odio quello al cocco. Guardo quell’odiosa immagine riflessa allo specchio cantilenando una canzone pop/rock che ho sentito già molte volte e distolgo lo sguardo….

Ora studierò, continuo a ripetermi. Ma non accade, i pensieri sono più forti. Ho bisogno di liberare la rabbia, canto qualche nota di qualche canzone che adoro cantare quando sono stanco, affranto, felice o infelice e poi basta mi lascio coccolare dalle note di Tori Amos.

Ancora il silenzio. Nella mia mente passano note e parole che conosco a memoria, ma io sono altrove…in un posto dove nessuno può trovarmi. Guarda fuori, guarda dentro…ma mai a fondo. Non ci sono, non adesso.

tu..tu…tu..tuu…..

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